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Comunali, De Biase: «Il codice etico non ha colore politico e non deve spaventare»

Gentilissimo Direttore, in questi giorni, tra i tanti slogan e demagogici inviti alla responsabilità ha fatto capolino nel panorama politico tranese il primo  vero argomento politico alla base di un progetto di governo: iIl codice etico. Ma cosa è un codice etico? Perchè uno strumento alla base della vita di ogni azienda ed organizzazione istituzionale spaventa la politica? 
   
La paura del codice etico accomuna soggetti che temono la limitazione della propria libertà d'azione, la trasparenza o la responsabilità delle proprie condotte, in particolare in contesti organizzativi, politici o professionali.
 
Il codice etico spaventa Chi adotta pratiche moralmente disdicevoli: Sebbene non sempre penalmente rilevanti, certi comportamenti di chi ha responsabilità politiche, burocratiche o imprenditoriali vengono messi a nudo da un codice etico, che funge da strumento contro malaffare e corruzione.
 
Il codice etico spaventa Chi preferisce la discrezionalità al controllo: La necessità di conformarsi a standard definiti può spaventare chi opera in contesti dove la trasparenza non è la priorità.
 
Il codice etico spaveta Chi opera in zone grigie: Il codice etico serve a fissare doveri ulteriori e diversi rispetto ai codici di comportamento, spesso coprendo comportamenti che non erano regolati. 
 
In sintesi, il codice etico fa paura a chi teme che la propria condotta venga sottoposta a valutazione in base a valori di trasparenza, integrità e responsabilità.
 
In Italia, il codice etico  non è obbligatorio per legge, ma è una scelta volontaria e strategica. Sebbene non sia imposto, rappresenta uno strumento fondamentale per definire i valori aziendali, migliorare la reputazione, prevenire illeciti.
 
Il codice etico in politica è un documento programmatico che definisce i valori, i comportamenti e le responsabilità morali a cui politici e funzionari devono attenersi. Serve a promuovere trasparenza, correttezza e integrità, contrastando conflitti di interesse e comportamenti illeciti, mira a una politica basata su valori e lealtà, argine al trasformismo  che rappresenta spesso la prevalenza della tattica e della convenienza politica,  sulla rappresentatività, poiché l'elettore vota per un programma e una coalizione che potrebbero essere traditi dopo il voto.
 
Il codice etico non è di destra ne di sinistra, ma è quel contratto morale che chiunque si accinge a voler gestire la cosa pubblica ha l'obbligo morale di firmare con l'elettore.
 
E allora perche tanta paura? Tutte le coalizioni dovrebbero adottarne uno super partes nell'interesse della citta.
 
Ecco, cominciare da qui sarebbe un buon segno per tutti i cittadini che saranno chiamati al voto, in attesa di conoscere i programmi per al città di cui nessuno ancora parla.
 
Angelo De Biase (ex assessore comunale alle finanze)

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