La finale di Coppa Puglia di Serie D maschile non si disputerà a Trani. È quanto emerge dal comunicato ufficiale diffuso dal'Adriatica, che annuncia con rammarico l’impossibilità di giocare l’ultimo atto della competizione al Tensostatico “Ferrante”.
Una decisione definita “sofferta quanto inevitabile”, legata alle recenti disposizioni di chiusura delle attività al pubblico dell’impianto, dovute – si legge – alla necessità di integrare la documentazione amministrativa della struttura. La società, in qualità di concessionaria, ha sottolineato di essersi attivata fin da subito insieme all’Amministrazione per cercare una soluzione in tempi rapidi.
Quella che avrebbe dovuto rappresentare una festa sportiva per la città si trasforma così in un’occasione mancata per l’intero territorio. Il valore dello sport, richiamato anche nel comunicato, va ben oltre il risultato agonistico e incide direttamente sul benessere della collettività, rendendo ancora più significativa la perdita di un evento di tale portata.
Nel comunicato ufficiale non viene indicata la sede alternativa in cui si disputerà la finale. Seguiranno aggiornamenti.
Si tratta, peraltro, di una vicenda che era già emersa nelle scorse settimane. Il tema delle condizioni e della documentazione del Tensostatico “Ferrante” era stato infatti oggetto di attenzione e approfondimento, anche attraverso una richiesta formale di accesso agli atti che, ad oggi, non ha ancora ricevuto risposta.
Un passaggio che oggi assume un peso ancora maggiore, alla luce degli sviluppi. La mancata risposta e la successiva impossibilità di ospitare un evento ufficiale come una finale regionale pongono inevitabilmente una questione di trasparenza e di gestione amministrativa.
Il rammarico espresso dalla società è condiviso da chi segue da vicino queste vicende: perdere una finale di Coppa Puglia rappresenta un danno non solo sportivo, ma anche d’immagine per la città.
Ora più che mai appare necessario fare chiarezza. Chiarezza sui tempi, sulle responsabilità e sulle soluzioni. Perché lo sport, soprattutto a livello locale, non può permettersi zone d’ombra.
