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Comunali, de Feudis resta in corsa. Ma non gradisce il questionario e cita il Giornale di Trani

«La mia candidatura resta, perché voglio essere protagonista del cambiamento. Quando non sarò più in grado di esercitare questo ruolo, mi ritirerò senza alcun problema». Con queste parole Sebastiano de Feudis ha sciolto, nel corso di una conferenza stampa, ogni riserva sulla propria permanenza in campo come candidato sindaco della città, confermando al tempo stesso un netto rifiuto a qualsiasi forma di accordo con le coalizioni di centrosinistra e centrodestra.

IL QUESTIONARIO

Ad aprire i lavori è stata una questione che de Feudis ha definito di legalità elettorale: la pubblicazione, da parte del Giornale di Trani, di un questionario sulle intenzioni di voto dei lettori. «Non mi ha colpito per i risultati - ha spiegato de Feudis - mi ha colpito perché era una mossa fatta ad arte per convincermi a prendere delle decisioni». Secondo il candidato, il sondaggio sarebbe stato strumentale a indurlo ad accettare l'ingresso nel centrosinistra: «Quella mossa è stata fatta per dirmi: "Da solo puoi prendere il 5%, il 10%, il 3%. Vieni con noi". Ma io non vado con loro».

De Feudis ha ricostruito nei dettagli la vicenda: «Il giorno prima di pubblicarlo, l'editore è venuto nel mio studio alle 9 di sera a dirmi che avrebbe pubblicato solo la classifica senza le percentuali. Gli ho detto che non poteva farlo. Il giorno dopo gli ho fatto una diffida formale». Nonostante ciò, i numeri del questionario avrebbero cominciato a circolare nelle chat prima ancora della pubblicazione dell'articolo. «Un sondaggio vero, con metodo Cati, costa oltre diecimila euro. Se la tua radio non ha diecimila euro per fare un sondaggio vero, allora non lo fare. Non è serio». Il candidato ha informato di aver già notificato all'editore un atto di citazione con richiesta di risarcimento danni di 200.000 euro.

Ha replicato Nico Aurora, direttore responsabile del Giornale di Trani, presente in sala nella sua veste di giornalista: «Prima di pubblicare ci siamo tutelati, abbiamo interpellato un legale che ci ha rassicurato sul fatto che la pubblicazione di questo questionario non avrebbe determinato alcuna conseguenza». Aurora ha inoltre precisato che le percentuali circolate sui social non erano quelle della testata, e che la loro attendibilità era ulteriormente compromessa dal fatto che fossero circolate il primo aprile. Quanto alla citazione, saranno i legali dell'azienda ad occuparsene nelle sedi competenti. «Di certo non può essere un questionario - ha concluso, come molti altri ne circolano in questo periodo - ad inquinare una campagna elettorale compromettendone la legalità».

IL NO AL CENTROSINISTRA

De Feudis ha chiarito di avere ricevuto, negli ultimi due mesi, pressanti sollecitazioni a confluire nel centrosinistra, a tutti i livelli: «Ho detto no a tutti i miei interlocutori. È un no secco, chiaro, autorevole. Ognuno si assuma le responsabilità di quello che accadrà».

Il candidato ha spiegato le ragioni del rifiuto riconducendole a una questione di metodo e di valori: «La battaglia di questo centrosinistra è una battaglia di numeri, di equilibri, di rubacchiarsi candidati. Io non partecipo a queste battaglie». Ha poi rivolto una critica esplicita alla frammentazione del centrosinistra cittadino: «Dal centrosinistra sono fuoriusciti oltre tredici consiglieri comunali. Questa scelta di trovare candidati senza che fosse stato esplicitato un metodo per trovarli è stata determinata da piccoli poteri, più piccoli di quelli che voi possiate pensare». E ancora: «Le liste sono vuote. Non ci sono ideali, non ci sono valori. C'è solo una lotta a gestire un potere».

Nonostante ciò, de Feudis ha lanciato un appello alla possibile riunificazione: «C'è ancora tempo per valutare che il centrosinistra torni unito. Può farlo solo se due candidati sindaci, fermo restando le loro legittime ambizioni, riescono a fare un passo indietro nell'interesse della città. Se il centrosinistra è unito ed è pronto a governare con un metodo diverso da quello dell'attuale sindaco, io ci sono».

LA CRITICA ALL'AMMINISTRAZIONE USCENTE

De Feudis ha attribuito al metodo del sindaco uscente Amedeo Bottaro la principale responsabilità del fallimento politico del centrosinistra: «Il metodo del sindaco si è rivelato fallace. Non si possono trattare i consiglieri comunali solo per permettergli di fare un po' di clientelismo. Vanno valorizzati per le loro qualità, se ne hanno». E sulla gestione della città: «La cifra di una buona amministrazione non è solo il numero di cantieri che apri. La maggior parte dei cantieri sono fermi, a molti sono stati revocati i finanziamenti. Dopo undici anni, la città non è cresciuta: è semplicemente disordinata, senza una direzione di marcia. I negozi chiudono».

IL FUTURO DELLA CANDIDATURA

Alla domanda diretta - «La candidatura a sindaco resta?» - de Feudis ha risposto senza esitazioni: «Resto perché voglio essere protagonista del cambiamento». Ha tuttavia ammesso con franchezza i propri limiti: «Non sono in grado di competere con le due coalizioni, ma sono in grado di evidenziare ai cittadini tutte le loro contraddizioni. E chi perde, tra centrosinistra e centrodestra, perde male: si porta a casa al massimo sei o sette consiglieri».

Sul fronte delle liste, de Feudis ha confermato che il progetto di costruire una lista civica comune con Angela Mercoglio e Alessandro Moscatelli non si è concretizzato - sebbene la voce avesse trovato in città una certa accoglienza favorevole - per una questione di rispetto reciproco verso percorsi politici già avviati da tempo. L'incontro con i due candidati era stato convocato, in realtà, per condividere le preoccupazioni sul sondaggio ritenuto lesivo della correttezza della competizione elettorale.

Quanto a un eventuale accordo al ballottaggio, de Feudis ha chiuso così: «I miei valori sono i valori del centrosinistra. Fino a quando non li sento declinare, non faccio accordi con alcuno».