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Questionario comunali, l'esito: Galiano davanti, ma sarebbe ballottaggio

Nei giorni scorsi abbiamo avviato un questionario online sulle preferenze di voto tra i lettori de Il Giornale di Trani: un campione non statistico, anonimo, libero e senza condizionamenti. Ognuno ha votato secondo un proprio criterio, con una sola possibilità di esprimersi. Per farlo era necessario accedere con il proprio account, così da evitare voti ripetuti. Nessun dato personale è stato raccolto o salvato, se non quelli espressamente richiesti dal questionario: età, sesso e residenza nel comune di Trani. I lettori che hanno votato sono 663; escludendo i non tranesi e chi ha dichiarato apertamente di non voler votare, i voti utili diventano 629.

IMPORTANTE – AVVERTENZA SULLA NATURA DELLA RILEVAZIONE

I dati che seguono derivano da un questionario online non scientifico sulle preferenze di voto, promosso autonomamente da Il Giornale di Trani e non commissionato da partiti politici, liste o candidati. 
I dati sono stati raccolti tramite il servizio “Google Moduli” e Google è responsabile del trattamento dei dati personali in relazione all’erogazione del servizio.
La partecipazione al questionario è stata volontaria e autoselezionata: chiunque abbia visitato il nostro sito nel periodo 20/03/2026 – 30/03/2026 ha potuto scegliere liberamente se compilare o meno il modulo online. Non è stato utilizzato alcun campione rappresentativo dell’elettorato del Comune di Trani. 
I risultati sono calcolati su un totale di n. 629 questionari compilati (escludendo i non tranesi e chi ha dichiarato apertamente di non voler votare) e sono presentati solo in forma aggregata (percentuali di risposta e numero complessivo di partecipanti).
Non sono state applicate tecniche demoscopiche di campionamento o ponderazione e non è stato calcolato alcun margine di errore statistico.
Per questi motivi, i risultati non hanno valore statistico né predittivo dell’esito delle elezioni e non sono rappresentativi dell’insieme degli elettori del Comune di Trani. Essi fotografano unicamente le opinioni delle persone che hanno scelto di partecipare al questionario nel periodo indicato.

ETÀ DEI PARTECIPANTI
 
La consultazione ha visto una partecipazione significativa da parte dei più giovani, in linea con un trend che si era già intravisto in occasione del recente referendum.
Un segnale tutt’altro che marginale. La presenza attiva delle nuove generazioni indica una crescente attenzione verso i temi pubblici e una volontà di incidere, anche attraverso strumenti informali come questo questionario, nel dibattito cittadino.
Allo stesso tempo, emerge un dato rassicurante: una larga parte dei partecipanti ha dichiarato di voler votare con certezza. Un elemento che rafforza l’idea di un elettorato consapevole, coinvolto e pronto a partecipare attivamente alla prossima tornata elettorale.
In un contesto spesso caratterizzato da disaffezione e distanza dalla politica, questi segnali assumono un valore ancora più rilevante. Indicano che, al di là delle dinamiche e delle strategie dei candidati, esiste una base civica attenta, pronta a osservare, valutare e, soprattutto, scegliere.

SE DOMANI SI VOTASSE PER IL SINDACO, QUALE CANDIDATO SCEGLIEREBBERO I LETTORI?

Prima dei risultati, è necessario fare alcune doverose precisazioni.
Il dato che segue rappresenta una classifica di preferenza e non può essere assimilato a una proiezione elettorale o a percentuali di voto. Si tratta di una rilevazione libera, utile a fotografare il momento, nel rispetto di tutti i candidati attualmente impegnati nella campagna elettorale.
Per il resto, lasciamo ai lettori – che ringraziamo per la partecipazione e la fiducia dimostrata – la possibilità di interpretare le preferenze e trarne le proprie conclusioni.
Quello che segue è l'ordine delle preferenze per i sei candidati, senza le percentuali da ciascuno riportate. Ciò che emerge con chiarezza, dalle percentuali in nostro possesso, è un elemento: allo stato attuale, nessun candidato risulterebbe in grado di ottenere la maggioranza al primo turno. Di seguito, la classifica per preferenze:

1.    Marco Galiano
2.    Angelo Guarriello
3.    Giacomo Marinaro
4.    Angela Mercorio
5.    Alessandro Moscatelli
6.    Sebastiano de Feudis

La politica tranese sta vivendo un momento importante. Si chiude un ciclo lungo undici anni e, come accade sempre in questi casi, ognuno è alla ricerca della propria casa. Una casa che sia accogliente, ma soprattutto conveniente.
E così si assiste a spostamenti, cambi di indirizzo, traslochi improvvisi. Qualcuno è rimasto sempre nello stesso posto, altri hanno cambiato più volte, al punto che in certi casi le case iniziano a sembrare decisamente affollate. Ancor più assurdo è cercare di fare la selezione all’ingresso dopo che per anni si è lasciata aperta la porta sul retro.
La politica, però, dovrebbe essere un’altra cosa. Dovrebbe avere a che fare con la coerenza: con gli ideali, con i programmi, con l’elettorato.
Altrimenti il rischio è quello di spostare tutto su un piano sentimentale, che poco ha a che vedere con l’amministrazione di una città.
C’è chi si affaccia per la prima volta e chi invece è ormai un veterano. E i veterani, si sa, conoscono bene il mare. Sanno che per navigare serve l’equipaggio giusto. Anche quando questo significa qualche compromesso. A volte anche a costo di quell’integrità ideale e morale che l’elettorato, invece, continua a chiedere. L’uno critica l’altro dimenticando che sono entrambi facce della stessa medaglia, la differenza la fa il contenuto delle proposte, il peso delle scelte.
Forse è proprio questo che ha guidato i lettori nel voto.
Un voto che arriva prima di tutto: prima dei comizi, prima dei programmi, prima delle promesse.
Un voto che si basa su ciò che già si conosce: il peso politico, il percorso, le scelte fatte nel tempo.
Perché poi, a ben vedere, i programmi spesso si assomigliano un po’ tutti. Come certe dichiarazioni da concorso: tutte condivisibili, tutte giuste, tutte in ordine sparso. Con la piccola differenza che qui non si tratta di vincere un concorso, ma di amministrare una città. E il tempo a disposizione è quello che è: cinque anni. Non uno di più, non uno di meno. Il doppio mandato, come sempre, è una possibilità. Non una certezza.
Davanti alle preferenze, ognuno potrà trarre le proprie conclusioni.
Questa è una fotografia del momento che stiamo vivendo. Una fase in cui si mescolano demagogia e improvvise prese di coscienza, con qualcuno che oggi scopre problemi che fino a ieri contribuiva a costruire. E magari decide anche di cambiare squadra per combatterli. I paradossi della politica sono infiniti. E altri, probabilmente, ne vedremo.
Nell'attesa del voto del 24 e 25 maggio e della sua analisi, noi abbiamo messo sul tavolo i numeri.
E che il buon senso sia con voi, elettori.


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