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Calcio storico: 18 aprile 1965 Trani-Reggiana 1-0 autorete di Donzelli, dominio biancazzurro e due punti pesanti

Accadde oggi: 18 aprile 1965
Campionato 1964/1965 Serie B
TRANI-REGGIANA 1-0


Arbitro: Elio Schinetti di Brescia
Rete: 7’ p.t. Donzelli (autorete)
Note: cielo coperto; terreno in buone condizioni anche se presenti a tratti pozzanghere delle piogge dei giorni precedenti; spettatori diciottomila circa; calci d’angolo 9-5 in favore del Trani.
TRANI: Biggi, Crivellenti, Galvanin; Pappalettera, D’Elia, Carradori; Barbato, Bitetto, Silva, Lombardo, Cosmano
All. Felice Arienti
REGGIANA: Bertini, Donzelli, Ceccardi; De Dominicis, Grevi, Giagnoni; Tartari, Longo, Calloni, Gavazzi, Recagni
All. Dino Ballacci


Una vittoria pienamente meritata, quella conseguita dal Trani contro la Reggiana, squadra accreditata ad inizio stagione a disputare un campionato da vertice. Ed anche se l’unico gol della partita è scaturito da un errore dell'esordiente Donzelli, che nel tentativo di rinviare un traversone teso di Silva, ha infilato il proprio portiere, nella più classica delle autoreti, i meriti del Trani sono stati evidenziati dagli innumerevoli e decisivi interventi compiuti dal portiere reggiano Bertini, soprattutto nel primo tempo, quando la squadra pugliese ha espresso il meglio delle sue possibilità per ritmo, ardore agonistico ed aggressività, lasciando poco spazio all'avversario, che si limitava a qualche sporadica azione di contropiede.

Troppo poco per una squadra che vantava nelle sue fila gente del calibro di Gustavo Giagnoni ed Ettore Recagni, solo per fare due nomi, che nei programmi di inizio campionato avrebbero dovuto portare la Reggiana in Serie A. Che di certo dopo questa sconfitta non può far altro che recitare il mea culpa. Infatti, il Trani dopo l’autorete di Donzelli ha insistito a lungo nel tentativo di raddoppiare e mettere al sicuro il risultato, ma Bertini è stato insuperabile in diverse occasioni respingendo o deviando palloni, che senza il suo provvidenziale intervento sarebbero terminati in rete. L'azione del Trani, almeno nel primo tempo, è risultata piacevole e veloce. Frequenti scambi di posizione Barbato-Silva, creavano imbarazzo nella retroguardia emiliana nella quale si infilavano con facilità gli avanti tranesi. Infatti il continuo spostamento sulla destra del nostro centravanti Silva si portava dietro lo stopper De Dominicis, in rigoroso e ferreo marcamento a uomo. Barbato, di conseguenza, diventava “finto 7” ovvero si spostava al centro dell’attacco tranese dove, in combutta con Cosmano e compagnia bella mettevano il portiere Bertini nel mirino, come in un tiro al bersaglio. Fino a quando il fiato li ha sorretti. Nella ripresa, infatti, è stata la Reggiana ad attaccare con maggiore continuità, senza tuttavia rendersi mai pericolosa, come lo era stato nel primo tempo il Trani e quando, sporadicamente lo ha fatto ci ha pensato Biggi a risolvere, con la disinvoltura che gli è propria, la situazione imbarazzante. Gli attacchi della Reggiana li possiamo racchiudere con un tiro da distanza ravvicinata di Gavazzi, il quale a pochi metri dalla porta tira a botta sicura. La risposta di Biggi è una fulminea presa a terra, con Gavazzi che si mette le mani nei capelli per la disperazione; ed una respinta di testa di Crivellenti sulla linea, su colpo di testa di Donzelli all'incrocio dei pali. Ballacci aveva presentato una formazione quasi inedita, facendo esordire il terzino Donzelli (classe 1946), il più giovane della serie B e ripescando gli interni Longo e Gavazzi, da parecchie settimane fuori squadra.

Sperava così, con forze fresche, in un clamoroso rilancio della sua squadra. Il Trani ne ha frustrato ogni velleità senza possibilità di scampo ed ha confermato, con questa vittoria le sue buone probabilità di salvezza, mentre la Reggiana, con questa sconfitta, sembra definitivamente tagliata fuori dalla lotta per la promozione. Il Trani, insomma, non soltanto ha saputo difendere il vantaggio iniziale, ma ha tenuto “in cattura” la Reggiana per tutta la partita, la cui pericolosa reazione, nelle due occasioni alle quali abbiamo già accennato, è stato più che altro il frutto di due tentativi di chi non aveva più niente da perdere e tutto da guadagnare. L’ottimo arbitro Elio Schinetti, di Brescia, non ha dato adito a recriminazioni di sorta; a metà secondo tempo ha ammonito sia Recagni che Crivellenti, per reciproche scorrettezze, i quali hanno dato vita ad una partita nella partita affrontandosi per tutta la gara in un duello rusticano senza esclusione di colpi, ma sempre nella correttezza e nella lealtà.


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