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«Io non rischio»: la cultura della prevenzione spiegata in piazza Quercia

Nata nel 2011, «Io non rischio» è una campagna di comunicazione pubblica che punta ad accrescere la consapevolezza, individuale e collettiva, sui rischi naturali e causati da attività umana, che interessano l’Italia, promuovendo le azioni utili a prevenirli o in grado di ridurne le conseguenze.
Io non rischio è una campagna permanente, 365 giorni l'anno, per trasformare la consapevolezza in azione.

La campagna si fonda sulla preziosa collaborazione tra la comunità scientifica, il mondo del volontariato organizzato di protezione civile e le istituzioni, nazionali e locali, che lavorano in sinergia con l’intento di rendere i cittadini attori partecipi del Servizio Nazionale e capaci di compiere scelte consapevoli, ogni giorno e in situazioni di crisi.

L'iniziativa è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile con Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze), Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), Reluis (Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica), Fondazione Cima (Centro Internazionale in Monitoraggio Ambientale), Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).

Domenica 19 aprile 2026 piazza Quercia ha ospitato i volontari dell'Associazione OER Trani - OdV: formatori e comunicatori che hanno dialogato con i cittadini per diffondere conoscenze utili e comportamenti corretti in caso di emergenze come alluvioni e terremoti, con distribuzione di materiale informativo. Significativa la partecipazione dei cittadini ai quali i volontari hanno illustrato cosa fare prima, durante e dopo eventi critici, promuovendo una cultura della sicurezza che parte proprio dai cittadini.

Teresa Caldara comunicatrice «Io non rischio»
Il cittadino è anch'egli parte della protezione civile. Fare protezione civile vede attivamente coinvolti tutti quelli che sono gli enti e le professionalità specifiche che devono intervenire in caso di un rischio di un'emergenza ma anche il cittadino deve fare la sua parte perché è un anello della protezione civile. In primis attivando quelli che sono le buone prassi buoni comportamenti da poter mettere in atto nel momento in cui si verifica un rischio naturale qual è l'alluvione piuttosto che il terremoto piuttosto che un incendio anche diciamo rischi legati a quei territori dove sono presenti vulcani. L'obiettivo della campagna, promossa dal dipartimento della protezione civile, è quella appunto di diffondere la cultura della prevenzione; quindi come il cittadino deve comportarsi prima durante e dopo una emergenza dettata da un rischio naturale. Cosa fare? Innanzitutto conoscere quelli che sono le caratteristiche del territorio di appartenenza e anche qual è il rischio che in realtà caratterizza quel tipo di territorio e quindi come comportarsi sia in quello che l'ambiente in realtà privato che può essere la propria abitazione ma anche nei contesti pubblici quindi il nostro obiettivo appunto è sensibilizzare il cittadino nella fase di previsione e prevenzione ad avere la consapevolezza di come comportarsi e quindi mettere in atto le buone pratiche.

Quali sono i comportamenti errati che i cittadini pensano invece siano giusti in caso di un rischio specifico?
Uno dei primi comportamenti errati, che un po' la nostra esperienza ci porta ad aver rilevato, è quello innanzitutto di non acquisire le informazioni dagli organi scientifici o comunque dalle strutture accreditate quindi di affidare l'informazione un po' al passaparola piuttosto che al vicino di casa ma il nostro primo compito è quello di acquisire delle informazioni da quelli che sono le strutture comunali, strutture di protezione civile proposte a dare questo tipo di informazione.


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