Una serata intensa, partecipata e carica di memoria quella andata in scena ieri, 16 aprile, al Teatro Mimesis, dove le associazioni Mimesis, L’Ebanista e Tranensis hanno proposto l’evento «Il Tranesiere: Memorie del quindicinale della nostra città (1959–1992)», a cura di Franco Caffarella e la regia di Marco Pilone. Un viaggio appassionato nella storia di Trani attraverso le pagine del giornale fondato e diretto dal prof. Raffaello Piracci, capace per oltre trent’anni di raccontare la città nelle sue trasformazioni, nelle battaglie civili e nei momenti più significativi.
La serata si è aperta con i saluti del Teatro Mimesis e con l’introduzione affidata a Franco Caffarella, insieme agli interventi di Isim e Francesco Squatriti, che hanno subito delineato il valore storico e culturale del “Tranesiere” come strumento di racconto e coscienza cittadina. A seguire, spazio alle origini del quindicinale, con la proiezione di materiali d’epoca legati a Piracci e la lettura dell’editoriale del primo numero da parte di Squatriti, accompagnata da immagini tratte da «Trani è la mia città» di Mario Azzella. La conversazione tra Caffarella e il dott. Mario Schiralli ha poi ricostruito la nascita e lo spirito del giornale.
Uno dei momenti più significativi è stato il focus sulle grandi battaglie raccontate dal “Tranesiere”, affrontato nel dialogo con Edoardo De Simola: dal restauro della Cattedrale al Teatro Comunale, dal monastero di Colonna al centenario degli Statuti Marittimi, fino a temi identitari come il Moscato di Trani e la comunità dei tranesi a Milano.
Ampio spazio anche agli eventi e ai protagonisti che hanno segnato la storia cittadina. Dal Trani in Serie B, rievocato con Crivellenti e contributi video, alla Trani ’80 del calcio femminile con gli scudetti ricordati insieme a Paolo Loporchio, fino alle tradizioni popolari come le “catarinette”, raccontate da Franco Pagano con la lettura della poesia dialettale «Il ritorno dell’emigrante». Emozionanti anche i passaggi dedicati ai festival della Lampara e del Cantagiro, tra immagini e filmati storici, e il momento musicale legato al video «A me piace Celentano» eseguito all’epoca da Giannetto, un allora giovanissimo di appena 10 anni e presente sul palco, in un ideale ponte tra passato e presente.
La parte finale della serata ha toccato le corde più profonde della memoria collettiva, con i ricordi legati a figure e momenti che hanno segnato la città: da Alfredo Albanese alla Trani di Aldo Moro e dell’avv. Pastore, passando per il racconto di Lucia De Mari su Trani città-set, fino alla rivolta del carcere e alla visita di Carlo e Diana, riproposti attraverso video e fotografie d’epoca.
In chiusura, il racconto della fine del “Tranesiere” nel 1992, con la conversazione con Felice Valenziano, la lettura dell’ultimo editoriale da parte di Squatriti e un momento poetico affidato a Isim, prima dei saluti finali.
Una serata che ha saputo intrecciare testimonianze, immagini e parole, restituendo alla comunità un patrimonio prezioso e ribadendo il ruolo del “Tranesiere” come specchio autentico della vita cittadina e della sua identità






