«Vogliamo partire da Trani per arrivare ovunque», è il senso dell’intervento della presidente Nicoletta Zampillo Del Vecchio, che ha scelto la città d’origine della famiglia dell’imprenditore per dare un valore simbolico all’iniziativa e al nuovo percorso educativo avviato dalla Fondazione Leonardo Del Vecchio.
La mostra inaugurata oggi al Polo museale, fino al 15 maggio, in collaborazione con la Fondazione Seca, non è solo un racconto per immagini della vita di Leonardo Del Vecchio, ma anche uno strumento per trasmettere alle nuove generazioni il suo modello: attenzione al capitale umano, centralità del lavoro e capacità di costruire opportunità partendo anche da condizioni difficili. In questo solco si inserisce l’accordo con il Ministero, che punta a incidere su un segmento considerato strategico ma ancora fragile del sistema formativo italiano, quello degli istituti tecnici e professionali.
Il ministro Giuseppe Valditara - intervenuto da remoto - ha sottolineato come la riforma del modello «4+2» miri proprio a integrare scuola e impresa, accorciando la distanza tra formazione e mondo del lavoro. L’intesa con la Fondazione si inserisce in questa direzione, con l’obiettivo di finanziare iniziative ad alto impatto e migliorare la qualità dei percorsi tecnici.
Il progetto pilota pugliese partirà da Trani, presso l'Iiss Aldo Moro, e rappresenta un banco di prova: oltre allo sportello psicologico e di orientamento, pensato per rispondere a richieste dirette di studenti e famiglie, saranno attivate borse di studio per esperienze all’estero, così da rafforzare competenze linguistiche e professionali. L’idea è costruire un modello replicabile su scala nazionale.
Dal territorio è arrivato un forte sostegno. L’assessore regionale Eugenio Di Sciascio ha evidenziato il paradosso italiano: le imprese cercano tecnici qualificati ma faticano a trovarli, mentre strumenti come gli Its hanno già dimostrato alti tassi di occupazione. Sulla stessa linea il presidente di Confindustria Bari e Bat, Mario Aprile, che ha definito il rafforzamento della formazione tecnica un «investimento industriale strategico» per sostenere il made in Italy e le transizioni digitale ed ecologica.
La mostra, curata da Maria Vittoria Baravelli, si inserisce dunque in un disegno più ampio: non solo memoria di un grande imprenditore, ma leva concreta per promuovere istruzione, mobilità sociale e sviluppo, in linea con la missione filantropica della Fondazione, attiva anche nei campi della sanità e della ricerca.
























