Nella sala Protomoteca del Campidoglio di Roma, la poliedrica scrittrice e sceneggiatrice tranese Maria Giuseppina Pagnotta, selezionata tra centinaia di partecipanti provenienti da tutto il mondo, ha ricevuto il prestigioso premio letterario Alberoandronico, assegnato per il romanzo «Il silenzio della luna», con la seguente motivazione: «L’importante risultato conseguito testimonia la qualità e la sensibilità espressiva del lavoro».
Maria Giuseppina Pagnotta prosegue nel suo alto impegno come artista e ricercatrice in ambito culturale, sviluppato nell’arco di oltre trent’anni, con costante e umile lavoro, espresso nelle varie declinazioni del panorama artistico-culturale, con punte nel sociale, come sottolineato dalla sua tesi di laurea sulla teatroterapia presso le carceri.
L’eleganza letteraria che abbraccia tutti i suoi lavori di scrittrice e sceneggiatrice in osmosi con le sue opere pittoriche, alcune delle quali copertine dei suoi romanzi, come nel Il silenzio della luna, sottolineano il duro e costante impegno profuso nel far riemergere i valori dimenticati e conservare la memoria storica dei luoghi attraverso le immagini e la narrazione di storie sommerse mutuate dalla realtà, immerse in un paesaggio descritto in modo quasi vivifico e con attenta cura, come l’animo dei personaggi.
Gli spunti di riflessione che offre quest’ultimo romanzo che a giorni esordirà nelle librerie pubblicato da Edizioni Magister, sono tanti:
L'amor patrio che spinge fino all'eroismo, al sacrificio, alla morte per una guerra non scelta, ma spesa per una Patria di cui si è fieri;
La paura della morte con cui si era costretti a convivere nei lager, cercando di non soccombere, barcamenandosi fra fame freddo e lavoro coatto;
Il forte legame alle radici, l’unico filo invisibile con i propri affetti, che aiuta a sopravvivere fra tanto orrore;
La fede del protagonista che aleggia lieve, ma lenitiva, catartica, talvolta creando certezza e positività, altre volte rassegnazione al dolore, sotto lo sguardo silenzioso della luna, con i suoi raggi tesi in un abbraccio consolatorio.








