Si chiama Beatrice Albino, ma tutti la chiamano Bea, ha 15 anni, è alta un metro e settantadue ed è un playmaker puro.
Possiamo così definire con due righe questa giovane atleta che lo scorso anno ha esordito a soli 14 anni nella serie B femminile di pallacanestro nelle file della F.lli Lotti New Juve Trani, e quest’anno è letteralmente esplosa, dimostrandosi molto più di una promessa.
Bea ha intelligenza, tecnica, visione di gioco, velocità e una certa fisicità. Complici i tanti infortuni e i tanti problemi della squadra, che comunque ha raggiunto il prestigioso traguardo dei play off promozione, sia il coach Delli Carri e ancor più il suo successore Orlando hanno concesso tanti minuti in campo a Bea, consentendole di fare esperienza e di maturare, e dando il suo prezioso contributo alla squadra, con una media realizzativa vicina ai cinque punti a partita.
Bea ha beneficiato anche della presenza a suo fianco della fortissima play-guardia finlandese Ellen Jarvinen, dalla quale ha imparato molto, ma è importante che continui sulla strada virtuosa intrapresa.
Deve crescere tecnicamente, ad esempio perfezionando l’arresto e tiro, deve crescere in statura e muscoli, e soprattutto deve acquisire sempre più personalità e capacità di comandare il gioco della squadra.
Papà Beppe e mamma Rossella seguono con passione la crescita sportiva della figlia (e anche del fratello di Bea, Michele, anche lui giocatore di basket) che nel frattempo frequenta la seconda classe del Liceo Scientifico Vecchi di Trani ed eccelle anche nello studio con una media altissima nei voti.
Alla domanda “dove pensi di arrivare?” Bea risponde: “in questa stagione sportiva penso di aver fatto grandi progressi, anche grazie a compagne di gioco molto forti, e naturalmente il mio sogno nel cassetto è quello di poter giocare un giorno in serie A”; mentre, chiesto un parere al suo allenatore William Orlando, così ci riferisce: “Bea è per me una delle realtà migliori del basket giovanile in tutta la Puglia; deve migliorare come regista e organizzatrice del gioco e deve perfezionare il tiro dalla lunga distanza”.
Certamente la strada per crescere e migliorare è lunga e comporterà sacrifici (le grandi carriere si costruiscono in palestra con pesanti allenamenti), ma io mi sbilancio nel ritenere che la Albino diventerà la più forte giocatrice di pallacanestro che Trani abbia mai avuto e nel fare una facile profezia: Albino comincia con la A e finirà in serie A. In bocca al lupo Bea, continua così.
Francesco Petrarota
(foto di Luca Tarantini)



