La domenica odierna si segnala per il ritorno dei comizi in piazza, dopo un'assenza di anni: forse sei, gli stessi che ci separano dalle precedenti elezioni amministrative. L'istituto del comizio era quasi del tutto scomparso dalla città, soprattutto da parte dei nostri candidati, e questo non è mai stato un bel segno: confinarsi nei comitati elettorali e nelle sale significa entrare in una comfort zone che rende tutto più semplice e sicuro, ma di fatto evita il confronto diretto con i cittadini. Fra il timore di non riempire la piazza e la difficoltà di comunicare con adeguata arte oratoria, la piazza era diventata un luogo da evitare.
Oggi, però, non è tanto il comizio di Marco Galiano, candidato sindaco del centrosinistra, ciò di cui dobbiamo occuparci, quanto piuttosto un episodio che lo ha riguardato: grazie alla foto scattata da un cittadino, è stato colto sul fatto un soggetto che, in via Falcone, salendo sul proprio veicolo a due ruote, ha strappato un manifesto elettorale dello stesso Galiano.
Non da oggi, purtroppo, si assiste a questo deprecabile fenomeno, di cui tutti i candidati sindaco e al consiglio comunale, a vario titolo, sono vittime. Quasi mai, però, si è a conoscenza di chi siano i responsabili. In questo caso, il concittadino autore dello scatto ha anche fornito il numero di targa del veicolo alle forze dell'ordine, che dispongono dunque di elementi oggettivi per procedere nei confronti del responsabile.
L'occasione è utile per raccomandare a tutti una campagna elettorale nel rispetto delle idee altrui e anche degli spazi che, tra l'altro, in questo momento sono tutti a pagamento e dunque frutto di investimenti che gli stessi candidati dovranno documentare alle autorità nel computo delle spese della loro campagna elettorale.
Ci ripetiamo, a costo di essere noiosi: facciamo sì che questa competizione, come tutte le altre, sia all'insegna della correttezza, del rispetto reciproco e, soprattutto, basata sui contenuti. Purtroppo, di tutto questo, finora si è visto ancora troppo poco.
