«Da passività ambientale a opportunità»: così l’amministratore unico di Amiu, Gaetano Nacci, ha sintetizzato il piano di riconversione energetica dell’azienda durante la visita del sottosegretario all’Ambiente Claudio Barbaro tra sede operativa e discarica di Puro Vecchio.
Barbaro, presente in città nell’ambito del tour elettorale del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Raimondo Lima, che lo ha condotto a Trani, non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti, ma si è poi intrattenuto a lungo con Nacci, con il sindaco Amedeo Bottaro, con l’assessore regionale all’Ambiente Debora Cilento e con il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Andrea Ferri.
Il progetto, già approvato dal consiglio comunale, punta alla decarbonizzazione intervenendo soprattutto sui consumi legati ai mezzi, oggi responsabili della quota maggiore. Sei le direttrici principali: installazione di due impianti fotovoltaici per 2,8 megawatt complessivi, sistema di accumulo, relamping a Led, dismissione della centrale a gasolio con pompe di calore, elettrificazione dei mezzi leggeri e creazione di una comunità energetica per condividere l’energia in eccesso con Comune e Pta.
L’investimento stimato è di circa 9,8 milioni di euro, ma potrebbe ridursi sensibilmente; il ritorno economico è previsto in 7-8 anni. A regime, il fabbisogno energetico dell’azienda calerebbe dell’86 per cento. Nacci ha inoltre assicurato che gli impianti fotovoltaici non comporteranno abbattimento di alberi.
Parallelamente procede il rilancio della discarica di contrada Puro Vecchio: avviati i lavori di chiusura dei primi due lotti e di messa in sicurezza del terzo, mentre entro il 2026 è prevista la realizzazione dell’impianto per la valorizzazione del biogas. Sul futuro del terzo lotto e sull’impianto di trasferenza definitivo deciderà la prossima amministrazione.
Infine, Nacci ha ribadito la trasformazione di Amiu, oggi lontana dalla crisi iniziale, e ha escluso l’ipotesi di una multiservizi, rivendicando la specializzazione nel ciclo dei rifiuti. Ha anche rimesso il proprio incarico nelle mani del futuro sindaco, pur avendo mandato fino al 2027.

