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Calcio storico: 17 maggio 1964, sconfitta amara a Salerno ma il Trani conserva il primato

 

Carlo Del Negro racconta da anni la storia sportiva di Trani, custodendo attraverso i suoi scritti la memoria del calcio biancazzurro e delle sue pagine più emozionanti. Questa settimana ci ricorda il 1964.

Accadde oggi: 17 maggio 1964
Campionato 1963/1964 Serie C
SALERNITANA-TRANI 1-0
Arbitro: Sergio Fioretti di Roma
Rete: 28’ p.t. Visentin
Note: alla mezz’ora del primo tempo si infortuna Franzò (si riacutizza strappo alla coscia destra) il quale rimane in campo inutilizzato; spettatori oltre 12.000; calci d’angolo 4-2 in favore del Trani.
SALERNITANA: Pezzullo, Fermi, Voltolina; Carotenuto, Scarnicci, Romano; Nastri, Visentin, Rodaro, Mastroianni, Nedi
All. Rodolphe Hiden
TRANI: Di Tommaso, Crivellenti, Pappalettera; Ferrante, D'Elia, Bazzarini; Arfuso, Bitetto, Franzò, Guardavaccaro, Cosmano
All. Vincenzo Marsico
A forza di invocare i demoni, questi finiscono per materializzarsi realmente e ti spiaccicano, d’un tratto, in faccia la realtà. Infatti alla penultima giornata del campionato, con la Serie B in tasca, come i giornali amavano titolare, il Trani “riesce” nell’impresa di perdere una partita nel momento cruciale e meno opportuno della sua stagione. Suo malgrado naturalmente. Il nervosismo nella squadra biancazzurra è palpabile; la cattiva sorte sembra accanirsi sulla squadra mettendo a dura prova la tenuta psichica di tutti: squadra e sostenitori. Per la gara di oggi Mimmo Lamia Caputo non ce la fa a scendere in campo a causa del solito ginocchio galeotto ed il Trani è “costretto” a schierare tra i pali Antonio Di Tommaso, ex Salernitana, in precarie condizioni fisiche. Diciamo subito, per sgombrare il campo da inutili equivoci che la prova di Di Tommaso è stata più che positiva e che la rete subita non è stata affatto per colpa sua.

Il Trani giunge a Salerno con un codazzo di circa mille tifosi al seguito in un “Donato Vestuti” stracolmo che fa registrare il tutto esaurito con oltre dodicimila spettatori assiepati in ogni ordine di posto ed in cui coesistono gomito a gomito entrambe le tifoserie. Omaggi floreali e applausi di incoraggiamento da entrambe le fazioni fanno da preludio alla gara che si farà minuto dopo minuto sempre più nervosa. Un nervosismo palpabile: la posta in palio è altissima e la Salernitana dimostra con il suo atteggiamento di voler assurgere al ruolo di guastafeste fin da subito. Salernitana in stato di grazia, lanciata dopo i due precedenti successi e decisa a dare l'addio al suo pubblico con un successo clamoroso. Lo Stadio è una bolgia infernale e la gara incomincia tra il rumore assordante dell’appassionato pubblico salernitano. Gli fa eco il tifo tranese che sebbene in minoranza si fa sentire eccome. Il Trani è guardingo, attento e concentrato non vuole lasciare il benché minimo spazio alla manovra salernitana, che annovera nelle punte Nastri, salernitano doc, e Visentin due letali terminali offensivi. Prima mezz’ora di gioco molto equilibrata poi la svolta della partita: al 28' calcio di punizione in favore della Salernitana scodellato in area da Voltolina; saltano di testa Nastri e Crivellenti ostacolandosi a vicenda; la sfera batte sulla spalla di Crivellenti e termina nei pressi di Visentin, bene appostato, che a due passi dalla linea di porta è il più veloce di tutti e con un colpo di testa trafigge l’incolpevole portiere tranese. Una rete inevitabile. Una mazzata terribile. 

E non finisce qui. Due minuti dopo la rete di Visentin, siamo al 30’, alla mezz’ora esatta, si riacutizza un precedente strappo muscolare alla coscia destra di Franzo’ per cui il nostro centravanti è costretto a rimanere in campo inutilizzato all’ala sinistra con Cosmano che passa all’ala destra. Trani in dieci uomini e sotto di una rete non ci vede più. La tremarella incomincia a far piegare le gambe dei pur saldi atleti tranesi che vedono all’orizzonte nubi nerissime. Tuttavia, non sono affatto intenzionati a trasformare questa trasferta nella Waterloo tranese, per cui fanno quadrato sul campo di battaglia, pardon di gioco, sperando nel secondo tempo. La ripresa registra assalti continui dei nostri alla porta campana, ma il Trani deve fare attenzione anche a non prenderle, perché in dieci uomini contro una Salernitana così bene organizzata rischia in contropiede. Ma tra sussulti d’orgoglio, patemi d’animo e batticuore a mille anche il secondo tempo scivola via senza che la situazione volga, per una volta, in favore della squadra tranese. Quando puntuale giunge il triplice fischio finale dell’arbitro Fioretti di Roma lo scoramento prende il sopravvento su tutti. E mentre i salernitani si lasciano andare ad una esultanza, se vogliamo, un tantino esagerata e fuori luogo (vabbè il Calcio è così) i calciatori tranesi sono affranti, soprattutto delusi e non sanno con chi sfogare la propria rabbia. Cosmano negli spogliatoi scoppia addirittura in lacrime: il capitano sente il peso delle responsabilità e se ne fa carico. I tifosi tranesi, dal canto loro, restano impietriti, ammutoliti, con lo sguardo attonito e non abbandonano gli spalti, quasi a voler rimanere vicini ai loro ragazzi ed al dramma collettivo che si sta vivendo.

Nessuno di loro sa, però, che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. E lo scopriranno solo il giorno dopo, il lunedì mattina, alla apertura dei giornali, che il Chieti, inseguitrice del Trani a due punti di distacco, ha perso, dico bene: ha perso, sottolineo: ha perso, allo Stadio Flaminio di Roma contro la Tevere Roma per 4-1 dopo, peraltro essere passata in vantaggio con una rete del romano Costantino Paradiso. Che il diavolo dopo essere passato da Salerno abbia fatto velocemente un salto al Flaminio? Non lo sapremo mai. Puzza di zolfo non se ne sentiva. Il Trani conserva i due punti di vantaggio sul Chieti e domenica prossima, udite udite, sapete per l’ultima di campionato cosa c’è in programma al Comunale di Trani ? Trani-Chieti. Se questa non è opera del diavolo, ditemi Voi.

illustrazione della gara Salernitana-Trani opera del vignettista agrigentino Basilio Borgo
Carlo Del Negro


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