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Piazza Gradenigo restituita alla città, Bottaro: «Finalmente lascio vedendola così»

«Non la chiamo inaugurazione, perché si inaugurano le cose nuove: questa è una cosa che esiste da anni nel cuore della nostra città. L'abbiamo finalmente ristrutturata e riconsegnata a voi, a tutti i cittadini». Con queste parole il sindaco Amedeo Bottaro ha accompagnato al microfono la riapertura di piazza Gradenigo, troppo a lungo impraticabile e degradata, restituita ai tranesi dopo una lunga stagione di lavori di riqualificazione.

I CITTADINI

Prima ancora delle parole del sindaco, a parlare è stato il colpo d'occhio della serata. Sulla gradonata che scorre sul lato opposto della chiesa di Sant'Agostino, già nelle prime ore della riapertura, non meno di centocinquanta persone erano sedute fianco a fianco, in una scena che Trani non era abituata a vedere in quella piazza da anni. Non vi si poteva quasi camminare, figurarsi sostare, tant'era diventata pericolosa tra la pavimentazione dissestata e la minaccia di alberi ormai malati.

Radiobombo ha raccolto i commenti di chi era presente. Il sentimento dominante è stato quello di chi ritrova un luogo sottratto per troppo tempo alla vita quotidiana. «Prima non si poteva nemmeno camminare, era pericolosa davvero. Adesso è bellissimo», ha detto una cittadina, confermando in poche parole ciò che in tanti avevano vissuto per anni sulla propria pelle.

Non sono mancate, tuttavia, le riserve. La scelta della pavimentazione drenante, in luogo della tradizionale pietra di Trani, ha suscitato più di una perplessità tra i presenti. «Forse sarebbe stato bello usarla - ha osservato uno dei cittadini intervistati - perché sarebbe stata rappresentativa della nostra città».

Quanto alla gradonata lignea che fa da grande panca collettiva, qualcuno ha sollevato il dubbio che, non essendo riparata dal sole, possa col tempo perdere in attrattiva nelle ore più calde. C'è chi ha auspicato che la piazza non diventi un bivacco, chi ha espresso la speranza che rimanga pulita - citando esempi di opere recenti altrove finite malamente - e chi, più in generale, ha legato il giudizio positivo alla condizione che la manutenzione sia all'altezza del restyling. L'opinione complessiva, tuttavia, è apparsa largamente favorevole.

IL SINDACO ALLA CERIMONIA

Dopo l'esecuzione dell'inno di Mameli da parte dell'orchestra del comprensivo Rocca-Bovio-Palumbo-D'Annunzio, Bottaro ha preso la parola e non ha nascosto la propria commozione. «Da sindaco ho visto per undici anni questo luogo con il cuore veramente sanguinante. Non la potevo più vedere: sono contento finalmente di terminare il mio mandato vedendola in questa veste, decisamente meravigliosa». Poi l'appello ai cittadini: «Da questo momento in poi diventiamo noi i custodi di questo luogo. Sarà nostro l'onere di custodirlo, vigilarlo, difenderlo, fare sì che possa mantenersi così nel tempo».

Il sindaco ha anche invitato a pazientare sul fronte del verde. Gli alberi appena messi a dimora, ha spiegato, avranno bisogno di tempo per crescere e garantire la giusta ombra. «Sono convinto che già in poco tempo questi alberi prenderanno in pieno la loro vita - ha aggiunto - e sono altrettanto felice di vedere già tanta gente evidentemente vogliosa di riprendere possesso di questa piazza, che per troppo tempo è stata in stato di grande abbandono».

A RADIOBOMBO

Più tardi, a margine dell'evento, Bottaro ha risposto alle domande di Radiobombo toccando anche alcune questioni tecniche e prospettive future. Sul dato delle presenze, ha confermato la sua lettura: «La sensazione che ho è che la città non vedesse l'ora di arrivare qui, di rivivere questo luogo. Il numero di persone sedute contemporaneamente sulla panca unica e sulle panchine circostanti - centocinquanta, forse duecento - non ha precedenti per una piazza di Trani. Quella panca è l'idea vincente dei progettisti, poiché ha trasformato la piazza in un vero luogo di aggregazione».

Bottaro ha poi spiegato la questione della pavimentazione: «La scelta del manto drenante è imposta sia dall'esigenza di fare sopravvivere le alberature - la pietra di Trani soffrirebbe le radici così come le radici soffrirebbero la pietra - sia dalle indicazioni della Soprintendenza, che nei centri storici privilegia ormai questo tipo di materiale. Dove invece è stata usata la pietra locale, ovvero sul tratto di via Pedaggio Santa Chiara appena reso pedonale, la scelta ha risposto a un'altra logica: restituire alla chiesa e all'ex convento agostiniano il sagrato che una strada aveva soppresso».


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