«Ci ho messo veramente tutto l'amore possibile per questa città». Con queste parole il sindaco uscente Amedeo Bottaro ha concluso ieri sera in piazza Libertà il suo «saluto alla città», un lungo intervento pubblico organizzato nell’ambito dell’iniziativa «Trani 15>26 - Dai progetti ai risultati», durante il quale ha ripercorso undici anni di amministrazione tra bilanci, risultati, autocritiche e riflessioni personali.
Bottaro ha ricordato la situazione trovata nel 2015, con il Comune bloccato dalla Corte dei conti, i servizi sospesi, la mensa scolastica chiusa, Palazzo Beltrani inutilizzato e l’emergenza rifiuti già dal giorno dell’insediamento. «Per i primi anni mi vergognavo a camminare per strada», ha raccontato, spiegando di aver trascorso gran parte del mandato iniziale a pagare debiti senza poter avviare nuovi progetti. Ha anche rivendicato alcune scelte simboliche, come la rinuncia all’auto di servizio e all’autista.
Nel ripercorrere i risultati raggiunti, il sindaco uscente ha citato la crescita del personale comunale, oggi arrivato a 185 dipendenti grazie a circa 200 assunzioni effettuate durante il mandato, e soprattutto il forte incremento turistico, con le presenze passate da 62mila a 169mila in dieci anni. Tra le opere considerate più significative ha indicato l’allargamento di via Pozzo Piano, la demolizione dell’ex fabbrica Angelini - destinata a diventare un parco pubblico - e il parcheggio della stazione, che potrebbe aprire temporaneamente nei prossimi giorni.
Ampio spazio è stato dedicato al rapporto tra la città e il mare, tema centrale delle sue amministrazioni. Bottaro ha ricordato gli interventi sul lungomare, Passeggiata a levante, Largo Berlinguer e soprattutto Costa Sud, il progetto di recupero della fascia costiera privata che sarà inaugurato ufficialmente domani. «Abbiamo tolto il prato a bordo piscina nelle ville: oggi ci camminiamo tutti», ha detto con ironia.
Sul fronte culturale il sindaco ha rivendicato la riapertura di Palazzo Beltrani, il rilancio della biblioteca comunale e l’acquisto dei cinema cittadini, oltre a grandi eventi come il concerto di Sting e l’esibizione delle Frecce Tricolori. Più autocritico invece il passaggio dedicato alle scuole, dove ha ammesso che «si poteva fare di più», pur ricordando la realizzazione di nuove mense scolastiche e asili nido.
Nel finale Bottaro ha rivolto un appello ai cittadini a difendere l’immagine della città anche sui social, raccontando il caso di un turista quasi scoraggiato dalle recensioni negative lette online. Poi il passaggio politico conclusivo, con il riconoscimento della divisione del centrosinistra alle prossime elezioni ma anche l’invito a non disperdere il lavoro svolto: «Le cose buone fatte non vanno buttate a mare. Valorizzarle è un dovere».
Il discorso si è chiuso con una nota politica, con Bottaro che ha riconosciuto senza ipocrisie la frammentazione del centrosinistra in vista delle prossime elezioni: «Ai miei cittadini non racconto le bugie. Quel centrosinistra oggi non si presenta unito». Ha poi indicato nella coalizione che fa capo ai partiti strutturati, l'unico strumento per portare avanti un progetto a lungo termine, nella convinzione che «torneremo a stare insieme, perché siamo abituati a farlo». E al sindaco che verrà Bottaro ha lasciato un mandato preciso: «Tante cose buone sono state fatte - ha concluso - e non vanno buttate a mare: valorizzarle è un dovere, distruggerle sarebbe un delitto».





