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Decine di tartarughe nel porto, ma non nuotano: sono panini

Un’intera fornitura di panini a forma di tartaruga scaricata nelle acque del porto di Trani ieri sera: uno spettacolo tanto insolito quanto amaramente beffardo, considerato che quelle stesse acque sono presidiate, con dedizione e impegno, dai pescatori tranesi che da anni collaborano con il Wwf di Molfetta per salvare le tartarughe vere, quelle marine in difficoltà.

Le foto documentano uno scenario che non ha precedenti: decine di panini, del tipo noto come «tatarughe», galleggiavano sparsi suun'ampia superficie del porto, laddove le barche della marineria tranese sono ormeggiate. Alcuni erano ancora integri e di colorazione dorata, altri già imbevuti d’acqua e anneriti, a riprova di un getto avvenuto probabilmente nel pomeriggio. Fra il pane galleggiante anche una bottiglietta di plastica, come a chiudere il quadro di un’inciviltà che non conosce distinzioni.

Nessuno, tra i presenti interpellati, ha saputo fornire spiegazioni plausibili. Di certo, la quantità di pane disperso in acqua lascia pensare non a uno scarto casuale, ma a uno smaltimento vero e proprio, come se qualcuno avesse inteso liberarsi di una scorta invenduta o avanzata scaricandola direttamente a mare, in spregio a ogni norma e a ogni elementare senso civico.

Ciò che rende la vicenda ancora più stridente è la coincidenza – paradossale nelle forme, dolorosa nella sostanza – tra il tipo di pane gettato in acqua e l’impegno che la marineria di Trani porta avanti con costanza da tempo. I pescatori tranesi, infatti, sono fra i protagonisti delle operazioni di recupero delle tartarughe marine in difficoltà lungo le coste del nord barese, agendo in stretto coordinamento con il Wwf di Molfetta. Le tartarughe vengono recuperate, curate e restituite al mare: un’attività che ha fatto della comunità dei pescatori locali un punto di riferimento per la tutela della fauna marina in questo tratto di Adriatico.

Quella stessa parola – tartarughe – che identifica i panini finiti in acqua è dunque anche il nome degli animali che quegli stessi pescatori si adoperano a proteggere. Una contrapposizione beffarda, quasi una irrisione involontaria ma non per questo meno graffiante: le tartarughe salvate col sacrificio e la passione, e le tartarughe di pane affondate con spregevole dolo.

Al di là del significato simbolico, resta aperta la questione della responsabilità: possibile che nessuno abbia visto nulla? Gettare rifiuti alimentari in mare configura una violazione delle norme vigenti in materia di tutela delle acque e di smaltimento dei rifiuti, con sanzioni che possono essere anche rilevanti. Spetterà alle autorità competenti accertare se vi siano elementi per risalire all’autore del gesto e procedere di conseguenza, risarcendo la comunità dal gesto di ha trasformato un luogo del cuore immondezzaio galleggiante.


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