Habemus sindaco. Dopo il ballottaggio e la definitiva fumata bianca, Trani ha il suo nuovo pontefice laico: Marco Galiano da Torino, primo del suo nome, professore di professione e politico per vocazione.
La proclamazione non è avvenuta dalla loggia di San Pietro, ma davanti a Palazzo di Città. Mancavano le guardie svizzere e la mitria, ma l’atmosfera ricordava più l’inizio di un pontificato che l’insediamento di un sindaco.
Toni pacati, cerimonia sobria e parole importanti: unione, attenzione ai più deboli, ambiente e bambini. Una piccola enciclica civile rivolta a una città che negli ultimi mesi è apparsa spesso smarrita e, soprattutto, lasciata sola dalla politica.
Che sia chiaro: parlare con garbo non significa essere deboli. E richiamare valori positivi non equivale a distribuire bontà gratuita come santini sul sagrato. Quei principi servono a Trani, purché alle parole seguano decisioni, responsabilità e risultati.
IL CONCILIO DEGLI EX SINDACI
Galiano ha parlato di unione e ha provato subito a dimostrarla, invitando alla cerimonia gli ex sindaci e definendoli uomini forti, dalle spalle larghe.
In una politica abituata a considerare chi è venuto prima come un errore da cancellare, riconoscere il valore dei predecessori appare quasi un piccolo miracolo amministrativo.
Poi il ringraziamento ad Angelo Guarriello, avversario al ballottaggio, e l’invito alla collaborazione. Un messaggio forte per chi considera la politica soltanto faziosità, schieramento e scomunica dell’avversario.
Resta da capire se il Consiglio comunale accoglierà l’appello oppure se, terminata la cerimonia, ognuno tornerà nella propria parrocchia.
IL PROFESSORE E LA CITTÀ
Al centro del pensiero del nuovo sindaco ci sono i bambini. Non sorprende: Galiano è un professore di scuola prestato alla politica, anche se il prestito sembra essere stato richiesto da tempo.
Durante l’intervista ad Appuntamento con Trani ha dichiarato che fare politica era il suo sogno. La persona giusta al posto giusto, dunque. Almeno sulla carta.
Porta con sé anche il principio scout di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo si è trovato. Applicato a Trani è un programma ambizioso. Considerando alcune condizioni di partenza, sarebbe già un successo lasciarla più ordinata, più curata e meno rassegnata.
IN ATTESA DELLA NUOVA CURIA
Ora bisognerà attendere la giunta, la nuova curia comunale che accompagnerà Marco da Torino I nel suo governo.
Dopo aver predicato unione, competenza e responsabilità, è lecito aspettarsi assessori scelti secondo gli stessi principi e non soltanto rappresentanti delle varie cappelle elettorali.
La squadra sarà il primo vero banco di prova. Trani non ha bisogno di un’immagine sacra da conservare in una nicchia, ma di un sindaco capace di ascoltare, decidere e assumersi responsabilità.
Comincia così il pontificato di Marco da Torino I.
A lui la sua croce, a noi cittadini la nostra. Che entrambe siano ricche di soddisfazioni.
Amen. Ma soprattutto, buon lavoro.
