Un primo passo concreto per la messa in sicurezza dell’ex Casa di riposo “Vittorio Emanuele II”, situata in via Cappuccini 1.
Con la determinazione dirigenziale numero 856 dell’11 giugno 2026, il Comune di Trani ha affidato il servizio di ingegneria e architettura necessario alla progettazione dell’intervento sull’immobile comunale, da anni inutilizzato e in stato di abbandono.
Il provvedimento nasce in seguito alle segnalazioni relative al crollo di una porzione del solaio di copertura dell’edificio. La situazione aveva richiamato anche l’attenzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che nel gennaio scorso aveva chiesto al Comune informazioni sullo stato di degrado della struttura e sulle azioni conservative da adottare.
Dopo diversi sopralluoghi, gli uffici comunali hanno predisposto una prima proposta di intervento. L’immobile, precedentemente nella disponibilità dell’Asp “Vittorio Emanuele II”, è stato formalmente consegnato al Comune il 19 maggio 2026.
Non essendo disponibili tecnici interni per svolgere le attività necessarie, l’amministrazione ha proceduto con l’affidamento a un professionista esterno tramite trattativa diretta sulla piattaforma MePa.
L’incarico è stato assegnato alla D.M.P. degli ingegneri Bacco e Ciciriello di Andria, che ha presentato un ribasso del 20 per cento sull’importo inizialmente stimato.
La spesa complessiva ammonta a 32.454,77 euro, comprensivi di cassa previdenziale e Iva. Le risorse sono state impegnate sul bilancio comunale 2026 e risultano finanziate attraverso gli oneri di urbanizzazione.
L’affidamento comprende la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica e del progetto esecutivo, la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza.
Non si tratta, dunque, ancora dell’avvio materiale del cantiere. Il progetto dovrà essere redatto da tecnici qualificati e sottoposto alle autorizzazioni previste per un immobile sottoposto alla tutela della Soprintendenza. Solo successivamente potranno essere affidati ed eseguiti i lavori veri e propri.
La determina segna comunque l’avvio di un percorso atteso da tempo per fermare il degrado di uno degli immobili storici del complesso dei Cappuccini. La messa in sicurezza potrebbe rappresentare anche il punto di partenza per una riflessione più ampia sul futuro dell’edificio e dell’area circostante, da anni in attesa di essere recuperati e restituiti alla città.
