«Lo studio va incentivato, anche per il futuro di questi ragazzi». Il presidente della Soccer Trani, Luciano Pace, sintetizza così l'iniziativa più curiosa - e per certi versi rivoluzionaria - dell'estate biancazzurra: un bonus (presumibilmente 500 euro) in favore degli atleti universitari che superino gli esami con un voto pari almeno a 29. Un premio al merito accademico prima ancora che sportivo, al quale, nel calcio dilettantistico, non aveva mai pensato nessuno, e che la dice lunga sul profilo che questa società intende darsi.
«Lo faccio da anni - racconta Pace, richiamando una sua precedente esperienza alla guida di una società calcistica del nord - perché bisogna pensare che questa carriera può anche confondere un po' i giocatori dilettanti, che magari perdono di vista lo studio. In un percorso che può sembrare una possibilità estemporanea, lo studio va incentivato, anche per il futuro di questi ragazzi. Pensiamo che sia giusta questa iniziativa, e l'abbiamo replicata».
La soglia del 29, poi, non è affatto casuale: ventinove come il 1929, l'anno di fondazione del Trani, già celebrato nella recente manifestazione dedicata al centenario che si avvicina e nel nome del quale il club intende mantenere, e possibilmente migliorare, i fasti del passato. Il messaggio, in ogni caso, è chiaro: libretto universitario e maglia biancazzurra possono - anzi devono - camminare insieme.
