Moscatelli (Idv): «Il Comune cerca un immobile in locazione per gli uffici giudiziari? Forse qualche privato non riesce a piazzare il suo...»
Avevo ironizzato settimane addietro sulla notizia del paventato trasferimento delle sedi del Tribunale Civile di Trani in una zona diversa da quella attuale dissacrando l’operato di quegli amministratori che avessero tentato di destabilizzare la situazione ormai consolidata dell’edilizia giudiziaria.
Puntualmente è stato pubblicato un avviso a firma del dirigente della III Ripartizione di “invito a manifestare interesse per l’affidamento in locazione, in favore del comune di Trani, di un edificio da destinare a nuova sede degli uffici giudiziari settore civile – sezione lavoro – sezione giudice di pace”.
In questo torrido mese di agosto, mentre eravamo sdraiati al sole sugli immensi ed attrezzati lidi della costa tranese, qualcuno è rimasto a scervellarsi sulle caratteristiche di un immobile da destinare a sede dei predetti uffici giudiziari: ubicazione in Trani, superficie di 4200 mq., dotato di accessi a norma in materia di barriere architettoniche, di parcheggio nelle vicinanze, di impianti a norma ai fini della sicurezza e di impianto di climatizzazione.
Poiché è evidente che ben pochi sono gli edifici con queste caratteristiche, il subbio sorge spontaneo: si vuole risolvere il problema della “giustizia” o il problema di qualche privato, magari imprenditore, che non riesca a sbolognare sul mercato un siffatto immobile?
Il dubbio è supportato altresì da altre circostanze oggettivamente riscontrabili: dopo molti anni ed esborsi per centinaia di migliaia di euro, sta per essere completata quella che è la destinazione naturale degli uffici giudiziari del settore civile, Palazzo Carcano, e sono state eseguite opere di adeguamento anche negli altri edifici già adibiti a sedi giudiziarie.
Vorrei tanto conoscere la paternità di tali atti schizofrenici di indirizzo politico che, oltre a produrre lavoro inutile per i dirigenti, disorienta alquanto la collettività che subisce il pregiudizio economico di certe scelte considerato che gli investimenti programmati non vengono portati a termine e sicuramente sconvolge gli operatori della giustizia per i quali è auspicabile il raggruppamento in un unico sito di tutti gli uffici giudiziari.
Forse è il caso di completare e rendere fruibile la “cittadella giudiziaria”, che diversamente da quanto asserito da qualche buontempone, che la vorrebbe realizzare ora qua ora là, esiste da molti secoli dove storicamente e tradizionalmente è sempre stata, evitando ulteriori sprechi e magre figure, come il rilascio dei locali di Palazzo Caccetta, adibiti a scuola forense (2° piano) e all’Osservatorio Giuridico Internazionale sulle Migrazioni.
L’interesse della politica e la politica dell’interesse non possono interagire se il fine ultimo è quello comune.
Avv. Alessandro Moscatelli
Responsabile Enti Locali IDV
