La «piaga fontane» si abbatte anche sul quartiere ebraico. Zecchillo: «Stiamo facendo una brutta figura con i turisti»
Non basta una grande organizzazione degli eventi per fare di Trani una cartolina da ricordare. Lo abbiamo detto e scritto in tutte le salse, recentemente con sempre maggiore riferimento alle piaghe del vandalismo e della microcriminalità, le cui rispettive “imprese” rovinano, in pochi attimi, l’immagine della città che soprattutto i turisti portano via con loro.
Ma adesso vi è un altro elemento che contribuisce a minare il campo, anche in quei luoghi e fra quella gente che, in questi giorni, sono stati esaltati dai media di tutta Italia.
Ci riferiamo al quartiere ebraico, così sontuosamente posto in risalto grazie agli eventi, tuttora in corso con il festival itinerante regionale “Negba”, della «Giornata europea della cultura ebraica».
Ebbene, la “Giornata” vera e propria, quella di domenica scorsa, è trascorsa. Tuttavia di turisti a Trani, proprio per vedere quei luoghi e toccare con mano il clima che si vi respirava cinquecento anni fa e che si è ripreso ad avvertire oggi, continuano ogni giorno ad arrivare a frotte.
Purtroppo, però, ai loro occhi si sta presentando, proprio ai piedi del faro di quel quartiere, la sinagoga Scolanova”, l’immagine di un pantano di acqua putrida dovuto al cattivo funzionamento della fontana adiacente lo storico luogo di culto. A pochi passi, nei pressi dell’altra sinagoga, Scolagrande, che i più fortunati hanno potuto ammirare anticipatamente domenica scorsa e che sarà inaugurata entro la prima decade di ottobre, la fontana è invece secca.
La comunità ebraica, quindi, ne ben donde di protestare: «Le fontane sono parte integrante e qualificante dell’arredo urbano – ricorda il ministro del culto Abramo Zecchillo -, ma anche uno strumento di prima utilità proprio per i turisti. Tuttavia, se le presentiamo loro in questo stato, non ci facciamo una bella figura. Ho più volte richiesto l’intervento urgente dell’Acquedotto pugliese, mi è stato promesso ma ancora non si è visto nessuno. Peccato, perché adesso è tutta una lamentela. A Scolanova quella perdita sta anche generando cattivi odori e questo è il problema maggiore che dobbiamo sopportare ed ai turisti francamente non sappiamo che dire se non scusarci per colpe che non sono certamente nostre».
(nella foto dell'associazione «Fare verde», la fontana di via La Giudea»
