Inizia oggi il processo relativo all’inchiesta sulle Estati tranesi 2005 e 2006. A tanto si era arrivati lo scorso 5 maggio, quando il giudice per l'udienza preliminare, Maria Grazia Caserta, dispose il rinvio a giudizio per i quattordici imputati. La decisione era maturata dopo pochi minuti di camera di consiglio al termine dell’udienza preliminare. Nessuno degli imputati, all’epoca, aveva inteso chiedere il rito abbreviato o il patteggiamento, segno che tutti sono certi del fatto che il processo dovrebbe smontare il castello dell’accusa. Sicuramente, da oggi, le strategie cambiano e partirà il confronto “vis a vis”.
I fatti si riferiscono al primo mandato del sindaco. L'inchiesta, condotta dal Pm Antonio Savasta e mossa da una relazione trasmessa da ex ed attuali consiglieri della minoranza al commissario di governo, e da questi all’autorità giudiziaria, riguarda in particolare il primo cittadino, i componenti della giunta comunale dell'epoca ed i tre presidenti delle controllate per "abuso in atti di ufficio, concussione, e violazione del decreto legislativo 74/2000 al fine di evadere le imposte sui redditi e l'Iva". Fra i capi di accusa, invece, non vi è più la truffa, ipotizzata nel momento della conclusione delle indagini.
Questi, nel dettaglio, i destinatari dei rinvii a giudizio: Giuseppe Tarantini (sindaco); Mauro Scagliarini (vice sindaco); Nicola Quinto, Sergio De Feudis, Savino De Toma, Giuseppe La Ricchia, Giovanni Cozzoli, Giacomo Ceci, Filomena Lorizzo (assessori); Carlo Laurora (presidente del consiglio comunale); Dino Marinaro (consigliere comunale); Alfonso Maria Mangione (presidente Amet); Sabino Antonino (presidente Aigs); Claudio Squiccimarro (presidente Amiu).
Nominato anche un curatore speciale, nella persona del professor Giuseppe Trisorio Liuzzi, per la costituzione parte civile del Comune di Trani contro i quattordici imputati per il risarcimento del danno patrimoniale, in questo momento peraltro non meglio quantificabile.
L'inchiesta avrebbe portato ad accertare che nel 2005 sarebbero stati spesi 916.030,00 euro, nel 2006 730.681,99 euro, somme "di molto eccedenti le disponibilità finanziarie del Comune - è stato spiegato dagli inquirenti -, pari rispettivamente ad euro 171.711,17 ed euro 300.000,00, riversando sulle citate aziende, anche con l'apporto di minacce ed atti fraudolenti, la differenza tra quanto già legittimamente disponibile nelle casse comunali ed il costo effettivo dell'intero programma. Così operando hanno contribuito alla formazione di un debito fuori bilancio, che ad oggi si stima in oltre 6.000.000,00 di euro, nonché a depauperare il patrimonio delle stesse aziende pubbliche, i cui riflessi negativi si riverberano, da ultimo, sull'intera collettività tranese che è chiamata a pagare maggiore oneri a fronte di identici servizi. Infatti, le aliquote Ici, Tarsu ed Irpef, in vigore dall'anno 2007, hanno subito all'anno 2006, sensibili aumenti in bollette di circa il 20 per cento".
