La stampa sportiva e non di tutta Italia ha ironizzato sul magazziniere del Livorno, autore di gaffe spettacolari nella stampa dei nomi di alcuni giocatori di quella squadra sulle maglie di gioco (Cadreva invece di Candreva, Petricone invece di Perticone). Gliene hanno dette di tutti i colori, poverino, ben oltre l’amaranto di quelle divise.
A Trani non si sa se il magazziniere, o chi altri, si è dimenticato di fare applicare sulla maglia della Fortis lo stemma della società, che poi è anche quello della città. Del resto, se una società si chiama “Fortis”, vuole dire che ha assunto la sua denominazione proprio dallo stemma della città di Trani, la cui iscrizione è «Fortis, ferox, fertilis».
La cosa più singolare è che la squadra, domenica scorsa, ha sfilato davanti alla platea dei nostri amministratori al gran completo, sindaco in testa, e nessuno se ne è accorto. Però tutti hanno apprezzato il bellissimo logo dello sponsor, Elgasud, preludio del nostro nuovo fornitore di energia elettrica.
Insomma, a ben guardare, sulla maglia della Fortis oggi c’è lo sponsor commerciale, quello tecnico, ma non lo stemma della squadra, ovvero della città. Dimenticanza grave alla quale si deve porre urgente rimedio, per evitare che una squadra ricca di grandi nomi del calcio cada nell’anonimato di una divisa senza stemma, quindi senz’anima.
Nico Aurora
(foto Sergio Porcelli)
