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La gente ha paura? Eh sì, ha ragione

È il bubbone che ci porteremo dietro al termine dell’estate e chissà ancora per quanto. Nello scorso numero avevamo parlato del vandalismo, che già di per sé è un fenomeno inqualificabile e compromettente per l’immagine della città. In questo siamo costretti a soffermarci sul binomio delinquenza-violenza, quindi su quel pianeta micro-criminalità che non è mai uscito dalla nostra galassia, ma adesso punta dritto verso di noi.

Apparentemente saremmo in presenza di casi gravi, ma isolati, eppure si avverte nel complesso qualcosa che non va. Si avverte, soprattutto, la necessità di un presidio del territorio migliore di quanto già non avvenga. Le forze dell’ordine fanno il loro dovere ed in taluni casi anche di più, soprattutto se i cittadini collaborano. Eppure, tanto per richiamare il tema affrontato da tutte le autorità nella recente inaugurazione del Commissariato di polizia, la percezione di sicurezza comincia a venire meno e la paura prende piede.

Quello che poi è accaduto nel tristemente famoso pomeriggio di venerdì 4 settembre lascerà il segno chissà per quanto tempo. Si chiamano Michele Vuolo, 20enne di Modugno, e Rable Omrani, 23enne tunisino residente a Bari, gli autori degli scippi in serie consumati quel giorno, tutti nel centro storico, due ai danni di turiste straniere. Per fortuna sono stati arrestati dalla Polizia, ma le responsabilità sono gravi, insieme con il danno inferto ad una città che non è la loro, ma che resterà il luogo del misfatto. Sono accusati, in concorso tra loro, di rapina aggravata e lesioni personali dolose in danno di una cittadina tedesca di 48 anni, tentato scippo e lesioni personali dolose in danno di una cittadina francese di 67 anni, furto con destrezza di una borsa in danno di una studentessa tranese di 22 anni.

Sono stati bloccati all’interno della stazione ferroviaria, in attesa di prendere il treno. In treno erano arrivati a Trani, puntando proprio la donna tedesca, la più sfortunata delle tre, quella scientificamente inseguita e violentemente percossa pur di strapparle la borsa. Ha mostrato coraggio la donna dimenandosi, gridando, richiamando l’attenzione della gente, collaborando con lucidità con gli inquirenti. Ha mostrato anche una tempra robusta, uscendo con meno danni fisici del previsto da un pugno in pieno volto che avrebbe mandato al tappeto chiunque e che in ogni caso le ha procurato lesioni con punti di sutura.

La francese era stata più fortunata, perché lo scippo ai suoi danni non si era consumato: era in gruppo, i due ci avevano provato “al volo” e, non essendo riusciti nell’intento, avevano desistito dal proseguire. La terza donna è una nostra concittadina, nei cui confronti era stato commesso un furto con destrezza, quasi senza che la vittima se ne accorgesse.

Per fortuna ogni cosa è stata recuperata e restituita, ma nulla potrà restituire a Trani il danno d’immagine. I Verdi hanno chiesto che l’amministrazione comunale inviti la turista tedesca nuovamente a Trani per risarcirla della violenza subita e mostrarle la città accogliente che sperava di trovare. Il sindaco ci sta pensando seriamente e pare che intanto abbia già inviato una lettera di scuse all’ambasciata tedesca in Italia. Gigi Riserbato, invece, ha richiesto la convocazione di una riunione a Trani del Comitato provinciale per l’ordine pubblico, anche alla luce del recente insediamento del Prefetto Sessa, per l’esame di un fenomeno a suo dire tutt’altro che da sottovalutare.

La vulnerabilità del territorio e delle sue strutture più importanti è emersa in tutta la sua delicatezza anche in occasione del non meno concitato pomeriggio di sabato 12 settembre, quando un esagitato, visibilmente brillo, ha letteralmente distrutto il pronto soccorso ospedaliero.

Tutto è nato da un suo incidente (vero o presunto) in moto, motivo per il quale si era recato all’ospedale per le cure e gli accertamenti del caso. Giunto al pronto soccorso, però, gli veniva detto di attendere perché vi erano altre urgenze da codice rosso da anteporre alla sue, che aveva il codice verde. A quel punto il paziente, un tranese di media età, è andato in escandescenze e ha rotto tutto quanto ha potuto trovare dinanzi a lui, finanche i computer. La forza brutale del gesto è stata irrefrenabile ed è durata fino all’arrivo della polizia. Ma prima che gli agenti lo bloccassero ed arrestassero, il cittadino fuori di sé aveva distrutto quasi tutto, tanto che per oltre ventiquattr’ore il servizio è stato dirottato a Bisceglie, tranne che per i “codici rossi”.

Se questi sono i fatti più eclatanti, vi è tanto sommerso di cui non si sa quasi nulla. Ci sono gli scippi quotidiani che non faranno rumore sui media, ma certamente fanno male, fisicamente e moralmente, a chi li subisce. Ci sono i furti negli appartamenti, cresciuti in maniera esponenziale, un fenomeno che la polizia definisce “ad ondate” e difficilmente controllabile perché si tratta di bande specializzate abili nello spostarsi e nel non dare punti di riferimento.

Però la tendenza della micro-criminalità è crescente e, purtroppo, molto spesso queste persone non si fanno scrupoli: se c’è da passare alle maniere forti, lo fanno senza porsi problemi. Possono malmenare una turista tedesca, possono rubare in casa anche con la gente dentro, come è già accaduto. E non sempre, purtroppo, da parte di chi subisce ci sono la forza ed il coraggio di denunciare, collaborare. Tanto meno da parte di chi sicuramente sa, ma ufficialmente non vede e non sente.

Però, signori, non ci troviamo in uno sperduto borgo dell’hinterland di qualche metropoli, ma siamo a Trani, città turistica, città che avrà tanti difetti e problemi ma si sforza sempre di mostrare le sue bellezze, le eccellenze, di attrarre gente e turisti. La sensazione che si avverte è che qualcosa ancora manchi in un rapporto direttamente proporzionale che dovrebbe richiedere tanto maggiore controllo del territorio quanto più la città riveste un’importanza dal punto di vista storico e turistico.

Invece, in quest’estate in cui Trani ha fatto segnare significativi incrementi di presenze e soggiorni turistici sia negli hotel, sia nei “bed and breakfast”, è capitato prima che il sindaco sia giunto ad invocare ronde di cittadini per frenare i teppisti, e poi che turisti stranieri ne abbiano subite di tutti i colori e, loro malgrado, serberanno di Trani un ricordo tutt’altro che incantevole.

Il sindaco, Pinuccio Tarantini, si dichiara «veramente stufo, ma se vogliamo davvero diventare la città di turismo e di cultura che possiamo e dobbiamo essere, prima dobbiamo imparare a comportarci bene, e mi riferisco sia ai nostri concittadini sia ai nostri ospiti. Le ronde? Se ci fossero cittadini disponibili, perché no. L’anno prossimo mi piacerebbe averne. In ogni caso l’estate è andata veramente bene e non sarà un manipolo di delinquenti qualunque a distoglierci dal nostro progetto di fare di Trani un grande polo turistico storico e culturale».

Sarà pure un manipolo, ma se Trani dovesse trasmettere a questa gente quella sensazione di vulnerabilità che temiamo già si viva, il manipolo crescerebbe e, allora, saremmo in presenza di una nuova cupola, tutt’altro che organizzata, anzi del tutto eterogenea, ma quanto basta per toglierci il sonno perché spinta a sua volta da un malessere economico e sociale che porta, per disperazione, a compiere gesti scellerati. È un fronte vasto ed indecifrabile allo steso tempo, ma ne sentiamo il fiato sul collo.

Nico Aurora

 

 


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