Un evento imperdibile e di grande importanza, il decennale del «Trani Film Festival», organizzato dall’associazione Nirvana di Trani, visto che raramente al sud si è assistito alla sopravvivenza di iniziative come queste per così tanto tempo e ininterrottamente.
Un festival che unisce la qualità all’intrattenimento, visto che sono moltissimi i nomi di spessore che si sono avvicendati nel corso di questi dieci anni, a partire da Matteo Garrone, prima dell’exploit di Gomorra, che qui da noi presentò il bellissimo “L’imbalsamatore”, accompagnato da uno dei protagonisti, il bravissimo Ernesto Mahieux, fino ad arrivare a nomi altisonanti come Lina Wertmuller, Mario Monicelli, Edoardo Winspeare, Giulio Base, Beppe Fiorello, Emanuele Crialese, Dino Risi, Pupi Avati, Domenico Procacci, Oreste Lionello e moltissimi altri. Esponenti di primo piano della settima arte, non solo registi, ma anche attori e produttori in un crocevia culturale e artistico di notevole portata.
Non a caso si è parlato di questo festival come della Cannes del sud Italia, così come dice lo stesso Beppe Sbrocchi, direttore artistico che si dice entusiasta del fatto di essere arrivato al decimo anno «nonostante il Comune di Trani si sia progressivamente disimpegnato riducendo il suo contributo economico a pochissime migliaia di euro. Non entro nelle scelte politiche dell’amministrazione comunale e ringrazio comunque per il modesto contributo che ci verrà erogato anche quest’anno, ma credo che questo evento, che nel corso degli anni ha dato lustro alla città di Trani, meriti qualcosa in più. Anche semplicemente più attenzione in termini di promozione nel tessuto cittadino e nel territorio della provincia, spazi, questi ultimi, in cui è evidente la richiesta di attività culturali valide. Il decennale è per noi un punto di partenza - prosegue Sbrocchi. - Abbiamo avuto un inizio scintillante, qualche giornale già al terzo anno ci etichettava come la Cannes del sud Italia, poi inevitabilmente bisognava fare i conti con il budget e quindi abbiamo adeguato la progettualità senza però scalfirne qualità e contenuti, anzi si è riusciti addirittura a realizzare prodotti di sicuro interesse per il settore cinematografico e audiovisivo più in generale. Nonostante tutto, ma anche grazie all’aiuto della Regione Puglia, nonché a quello di partner extraterritoriali, siamo andati avanti e oggi possiamo vantare, nell’ambito del festival, uno dei maggiori concorsi di cortometraggi d’Italia. Quest’anno abbiamo superato i cinquecento partecipanti, non solo italiani, ma anche stranieri. Tra i finalisti ci sono giovani registi francesi, spagnoli, svizzeri, macedoni, oltre naturalmente ad alcuni talenti di casa nostra. Il nostro obiettivo era e resta promuovere e sostenere il cinema nuovo e di contenuto».
Il premio «Stupor mundi», ispirato alla figura di Federico II, quest’anno verrà dato a due grandi nomi del panorama cinematografico italiano: Citto Maselli che sarà presente con il suo “Le ombre rosse” a chiusura del festival, il 20 settembre, e Alessandro Gassman per il suo impegno in tematiche sociali e per il suo ruolo all’interno di Amnesty International.
Il luogo in cui si terrà la kermesse è lo storico cinema Impero di Trani, scelta commentata dallo stesso Brocchi con parole decisamente condivisibili: «Purtroppo negli ultimi anni si è assistito, direi troppo passivamente, alla chiusura di numerose sale. A Trani, ad esempio, ha chiuso l’altrettanto storico Supercinema, ma gli esempi nella sola provincia di Bari sarebbero numerosissimi. Le logiche commerciali del mercato, comprensibili ma non sempre condivisibili, hanno schiacciato i vecchi cinema, dove invece si riusciva anche a programmare opere di qualità, film d’essai, pellicole che mai troveranno spazi adeguati in contesti assimilabili ad ipermercati e che invece dovrebbero avere una vita più lunga. Di qui la scelta di organizzare il festival in un caro vecchio cinematografo».
Come da tradizione, parte del programma di quest’anno in corso di svolgimento mentre andiamo in stampa) consiste nella sezione «Cortomirante», uno dei maggiori concorsi di cortometraggi presenti in Italia. A seguire anche la proiezione di numerose pellicole, come ad esempio “Le 13 rose” di Emilio Martìnez Làzaro e il film d’animazione “Coraline e la porta magica”.
«Dieci anni fa abbiamo cominciato quasi per gioco – rirpende Sbrocchi -, poi però abbiamo subito capito che c’era spazio per un evento che promuovesse il nuovo cinema italiano. Noi lo abbiamo sempre fatto, sin dalla prima edizione, e non soltanto proiettando i film dei registi all’esordio nei lungometraggi, ma anche, anzi soprattutto, attraverso Cortomirante, che oggi è riconosciuto come uno dei maggiori concorsi di cortometraggi in Italia. In dieci anni abbiamo ricevuto da tutta Italia ed anche da altri Paesi europei più di 5.000 short film, visti, selezionati e premiati da giurie composte dai più prestigiosi autori e protagonisti del cinema italiano. Molti dei registi che hanno partecipato al nostro concorso hanno poi firmato dei lungometraggi, tra loro anche dei pugliesi. Crediamo di aver offerto una bella vetrina ai giovani autori, anche attraverso la piattaforma on-line www.cortochannel.com, dove è possibile visionare lavori di grande creatività e di ottima fattura tecnica, e il format tv “Emozioni Corti”, dedicato ai film brevi, senza tralasciare i premi conferiti ai vincitori del concorso, piccoli aiuti per continuare a fare questo lavoro»
Un entusiasmo, quello di Sbrocchi, che diventa anche il nostro se pensiamo che non è da tutti resistere per così tanto tempo soprattutto attraverso la crisi economica che ha toccato tutti i settori del nostro paese, cinema compreso, e nonostante le numerose avversità, come i suddetti tagli ai fondi indirizzati al festival.
Fino al 20 settembre questo sarà l’evento principale della nostra città, evento imperdibile per gli appassionati del cinema ma non solo. Un’occasione unica per respirare arte e cultura a pieni polmoni.
Alessandra Cavisi