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La scommessa? Investire in tranquillità

Quando le cose funzionano si è combattuti fra il senso di compiacimento per la loro riuscita e la rabbia dovuta al fatto che ci piacerebbe fosse sempre così. Trani ha dimostrato nei giorni più caldi dell’estate di essere una città complessivamente vivibile e bene organizzata, riuscendo a tenere botta nonostante l’arrivo in città di migliaia e migliaia di persone in più. Quello che meglio ha impressionato sono state le aree pedonali e la capacità di tenerle ben protette mettendo in campo, finalmente, il massimo di cui la Polizia municipale può disporre al momento, vale a dire una quarantina di operatori fra quelli a tempo determinato e gli stagionali. Questi ultimi, quando ci sono, fanno la differenza non soltanto dal punto di vista numerico, ma anche della qualità. E se si pensa che quaranta unità sono sempre la metà di quello che la pianta organica richiede, allora bisogna spezzare una lancia in favore della Polizia municipale e di chi la coordina (comandante Modugno ed assessore Paolillo), perché questo vuole dire che ogni agente ha lavorato per due e la gente (che sicuramente non conosce come gli addetti ai lavori questi dati tecnici) si è a sua volta compiaciuta per il fatto di vedere tante divise finalmente per strada a sanzionare anche gli automobilisti indisciplinati, gli ambulanti abusivi e fornendo, complessivamente, una sensazione di controllo della situazione che da tempo non si percepiva. Abbiamo così riscoperto una città veramente vivibile, quella città “slow” che per fortuna non era stampata solo nei cartelli. Ed abbiamo viepiù compreso che non serve spendere fior di soldi e fare baccano per portare gente a Trani, perché è vero l’esatto contrario: Trani è più bella ed accogliente se la si chiude al traffico il più possibile e vi si organizzano manifestazioni dal taglio intelligente, popolare da un lato e culturale dall’altro, economiche ed allo stesso tempo di qualità, perché il resto lo fa la città. Dove non si è seguita questa strada sono sorti i problemi. A Colonna, purtroppo, la soluzione delle giostre non ha funzionato un granché e quelle al Monastero hanno fatto decisamente a pugni con lo scenario. Sul lungomare i lidi in cui si balla la notte sono forieri di problemi seri: alto volume, traffico nel caos, residenti esasperati. Non ci piace questa osmosi dal centro storico sempre più silenzioso al lungomare sempre più chiassoso, ma forse la scelta di rendere pedonale piazza Marinai d’Italia fino al 30 agosto è il segno della presa d’atto dell’errore che si è compiuto e della volontà di invertire la rotta anche qui. Gli investimenti, quindi, vanno fatti proprio per garantire queste prerogative ed estenderle a tutta la città ed a tutto l’anno. Ripeteremo fino alla noia che il porto va chiuso al traffico tutto l’anno, che le chiese ed i monumenti vanno tenuti aperti tutto l’anno, perché Trani è Trani tutto l’anno e non solo a San Nicola. Non accetteremmo di ritrovarci di nuovo con il serpentone delle auto lungo il porto, quindi si investa proprio nella direzione con cui bene si è fatto in questi giorni:per i residenti e per chi lavora nelle zone da chiudere al traffico una soluzione si troverà, ma desso indietro non si torni. Altra chiave di volta, i parcheggi. I park and ride sono andati meglio dell’anno scorso e ci vorrebbero sempre, ma quelli che mancano all’appello sono i parcheggi a pagamento in città. Qui si gioca il futuro, fra tariffe congrue che scoraggino tanti avventurieri e la necessità di creare aree di parcheggio ancora inesistenti, senza dimenticare l’incompiuta di piazza XX Settembre. Il consiglio comunale affronti il piano del traffico e della sosta e decida quanto prima dando un segnale di responsabilità. E l’amministrazione insista sulla strada intrapresa e, lo ripetiamo, investa veramente in tutto quello che è utile per goderci la città e determinare un’economia virtuosa frutto solo e semplicemente della lungimiranza di valorizzare Trani e non le chiacchiere da bar. Nico Aurora

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