Cinema, l'«Impero» va controcorrente
Il cinema: luogo di cultura, realtà aggregante, posto di svago. Ognuno vi si reca per i più disparati motivi, ci sono gli affezionatissimi che non si perdono un’uscita cinematografica o i saltuari che magari lo abbandonano d’estate per dedicarsi ad altre attività. Fatto sta che tutti prima o poi nella propria vita vanno al cinema, sin da bambini per guardare i film animati e poi durante gli anni, da soli o in gruppo.
Nel corso del tempo la realtà cinematografica, a livello di distribuzione e di sale addette alle proiezioni è cambiata notevolmente, soprattutto a causa della nascita dei multisala che pian piano hanno soppitantato piccole realtà cittadine di “cinemini” di periferia costretti a chiudere sotto il peso lancinante di questa nuova moda a cui giovani e meno giovani non hanno saputo resistere. Sale molto più grandi e più numerose, comfort a non finire, offerta cinematografica decisamente più vasta, hanno fatto sì che la gente vi si recasse in massa, dimenticandosi di avere il cinema magari proprio “dietro casa”.
Fatto sta che l’enorme crisi economica che ha colpito il nostro paese non ha sicuramente evitato di attraversare anche questa realtà che sembrava inossidabile, tant’è che si leggono notizie allarmanti circa la sorte del Cinestar di Andria, dotato di nove sale e molto frequentato anche per via della sua adiacenza all’Ipercoop. Una notizia che fa pensare, soprattutto se ci ricordiamo che il nostro Supercinema è stato costretto a chiudere, tra le altre cose, proprio per la concorrenza di questo multisala.
Per fortuna però ci è rimasto il Cinema Impero, che non sembra accusare il colpo della concorrenza e che continua ad offrirci pellicole da guardare senza doverci spostare di chissà quanti chilometri. Chiacchierando col dott. Martinelli e il sig. Barca, gestori dello storico cinema, abbiamo ipotizzato quali possano essere i segreti del mestiere per rimanere a galla e le motivazioni che potrebbero portare alla chiusura del multisala andriese.
Prima di tutto, molto probabilmente, la gente è stanca della novità, che dunque non è più tale, e per guardare un film non è più disposta a pagare un biglietto molto più caro rispetto alla tariffa “tranese”, oltre che a sopportare ulteriori spese, come la benzina per arrivare sul posto, o tutta una serie di prezzi superiori applicati ai pop-corn e le bevande. L’altra grande differenza tra un qualsiasi multisala e il nostro cinema, sta nel fatto che quest’ultimo offre un’ampia scelta di offerte, come il giovedì a 3 euro o rassegne di film particolari o singolari novità come il vino offerto durante l’intervallo, oltre che le rappresentazioni teatrali (realtà che in un multisala è impossibile incontrare) in un continuo susseguirsi di idee nuove per stare al passo col tempo e con i desideri dello spettatore.
Spettatore che col tempo diviene sempre più giovane, nel senso che sono i ragazzini che “mandano avanti il cinema” ed è dunque ai loro gusti, principalmente, che bisogna conformarsi con conseguente scelta di proiezione di pellicole che vanno per la maggiore tra i giovani (le commedie giovanilistiche, i cinepanettoni e cineombrelloni, ma soprattutto il cinema americano di cui c’è sempre forte richiesta e che gode di ottima rispondenza), e anche di innovazioni indispensabili come per esempio l’attrezzatura per il 3D, nuova realtà che attira la gente in massa, e che molto probabilmente costituirà il futuro del cinema e delle sale cinematografiche; ma non solo, anche ristrutturazione delle sale e della facciata esterna, in un continuo desiderio di crescita e prosperità.
Grande segreto del Cinema Impero, che comunque a detta dei gestori non è inossidabile e dunque vive, come chiunque, dei periodi di alti e bassi (“bisogna avere la forza e la capacità di risalire la china”, come dice il dott. Martinalli), sta proprio nella diversificazione delle offerte cinematografiche e teatrali, ma anche nella posizione strategica in cui è situato, a ridosso del centro storico di Trani, molto frequentato soprattutto d’estate, grazie anche alla vicinanza col mare. Certo è che il non dover pagare nessun canone di locazione, proprio perché di proprietà di loro proprietà, ha giovato moltissimo ai gestori del cinema che non si sono dovuti sobbarcare anche ulteriori spese, motivo di fallimento per il Supercinema e a quanto pare a questo punto anche per il Cinestar di Andria.
Martinelli e Barca, ci lasciano poi con una speranza, visto che a loro detta le realtà cittadine stanno risorgendo come l’araba fenice, tant’è che città come Barletta, Bisceglie o Corato che prima erano dotate di una o al massimo due sale, adesso si stanno arricchendo di cinema con tre o quattro sale. Trattasi di una sorta di legge del contrappasso che punirà con le loro stesse “armi” quei multisala che hanno affondato i cinema di città? La speranza è che nessuno sia costretto ad affondare, ma dovendo scegliere da che parte stare, non si può fare a meno che parteggiare per i più deboli.
