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Ferrante: «Se il Comune stenta, non è colpa dei burocrati»

Leggendo le dichiarazioni, diffuse a mezzo stampa, del Sindaco e del consigliere regionale di Traniquello che mi ha sorpreso, al di là delle finte contrapposizioni, è che probabilmente non si rendono conto che un ente locale ha bisogno di un approccio amministrativo completamente diverso.
In questi anni la città è stata amministrata senza criterio e solamente con un unico filo conduttore: il Pug. Tra l'altro quando il Sindaco è andato a Bari è stato messo dietro la lavagna e il suo Pug praticamente cestinato.
Sulla grave crisi finanziaria del Comune il Sindaco si è ricreduto solo dopo che i debiti sono scoppiati tutti insieme l'anno scorso, mentre solo l'anno prima in occasione delle sue dimissioni aveva ribadito la perfetta salute delle casse comunali: delle due l'una o ha taciuto la verità ai Tranesi o non è stato all'altezza amministrativa di comprendere cosa accadeva al Comune.
Poi è stato un susseguirsi di "santoni amministrativi-yes man" di turno che erano buoni solo perché dicevano che era tutto a posto.
Quello che amaramente debbo constatare è che qualcuno, a Palazzo di Città, non ha ancora compreso che il modo di amministrare deve essere assolutamente diverso da quello di vent'anni fa; si adottano spesso soluzioni tampone che alla lunga si rivelano assolutamente inadeguate; il perché accada tutto ciò è imputabile a diversi fattori il principale dei quali credo sia l'assoluta incapacità amministrativa che si pretende spesso di colmare con la gestione del potere.
Il Sindaco, è bene dirlo, dal momento del suo secondo mandato ha cercato di individuare qualcuno che amministrasse al posto suo; prima il direttore generale, scelta rivelatasi fallimentare, poi affidando di fatto la gestione di tutto a qualcuno dei suoi assessori della vecchia scuola non accorgendosi che di scuola non c'era niente, ma di vecchio tanto.
Ultimamente le pensate tipo il nuovo teatro comunale(a tal proposito trovo interessanti le riflessioni del circolo Acli di Trani sulla possibilità di investimenti meno dispendiosi in strutture diverse da quella della sede Amet) che come idea può essere condivisibile, ma le modalità d'attuazione prospettate mi lasciano qualche perplessità.
E' come nel gioco delle tre carte: al Comune( od alla sua Fondazione) l'attuale sede amet e l'amet va in locazione, come conduttore, nell'immobile di qualche privato magari.
Risultato: l'Amet ed il Comune spendono soldi e l'eventuale terzo incassa solamente:cosi' si amministra? Roba da Corte dei Conti?E di questa inefficienza amministrativa si è persino accorto il consigliere regionale che ha criticato la sua amministrazione comunale. Si perché forse si è dimenticato che fino a qualche mese fa è stato lui il prim'attore indiscusso di questa compagine amministrativa, ha fatto il bello e cattivo tempo .
Invece di illustraci il rendiconto(?) della sua attività a Bari di questi ultimi anni, e non solo quanti cani randagi ci sono in Puglia( questione seria e nobile, e chi conosce il sottoscritto nel privato lo sa), non trova di meglio che pubblicizzare la sua volontà di amministrare in prima persona. E in questi anni che ha fatto? Ma con un'esternazione vorrebbe far dimenticare tutto questo?In questi anni chi ha nominato gli assessori? Chi ha portato i provvedimenti in Consiglio comunale? Chi ha determinato le scelte amministrative, dalle meno alle più importanti? Ogni input amministrativo è sempre passato dalla sua testa e si è compiuto per sua volontà. Quindi se critica l'amministrazione critica se stesso.
Amministrare la cosa pubblica oggi richiede estremo dinamismo e competenza: perdere un finanziamento regionale, statale od europeo significa penalizzare la comunità amministrata e privarla di servizi necessari. Non basta fare le campagne elettorali faraoniche se poi, una volta eletti, non si è capaci di amministrare perché alla fine ad essere penalizzata è la città.
Fabrizio Ferrante

Capogruppo PD


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