I militari del 9° reggimento di fanteria "Bari", di stanza a Trani, in compagnia dei propri familiari, si sono recati ieri a Roma per partecipare all'udienza generale del mercoledì ed ascoltare la parola del Santo Padre.
Il Pontefice, durante la sua omelia, in commento a due lettere di San Paolo, ai Corinzi e agli Efesini, ha fatto riferimento ai valori della famiglia intesa quale comunità che, forte di un amore vicendevole, si aiuta reciprocamente, affrontando la quotidianità grazie al sentimento di bene comune verso Dio ed il prossimo.
Il Col. Vincenzo Grasso, Comandante dell'Unità, a nome dei suoi uomini, in questa occasione ha avuto la possibilità di omaggiare il Papa con stemma del reggimento scolpito su una lastra in pietra di Trani, prodotta artigianalmente dall'azienda locale "Fatima Marmi", di Nenna Stefano. L'emblema araldico racchiude in sé buona parte della storia del reggimento, in quanto indica l'antica origine dell'unità, risalente al 1734, la particolare denominazione che legava il reparto alla Regina Polissena Cristina D'Assia, la grande gloria militare conseguita nel corso di tante guerre combattute dai "Bianchi Fucilieri" nel nome del Piemonte prima e d'Italia poi, nonché il legame territoriale, maturato attraverso permanenze ultradecennali, con l'isola di Rodi e la città di Bari.
Ha destato la curiosità del Santo Padre la presenza su tale simbolo dello scudetto ovale azzurro contenete il leone barellato d'argento e di rosso, coronato ed armato d'oro. Tale immagine rappresenta, infatti, lo stemma dell'attuale Stato d'Assia della Repubblica Federale di Germania ed indica il legame con la Regina Polissena, da cui il Reggimento prese il nome all'atto della sua costituzione, 9° Reggimento "La Regina".