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Coognetti (Pd): «L'ospedale unico? Per il momento Trani è Trani e Bisceglie è Bisceglie»

Recentemente, a proposito del Pal, si è nuovamente tornati a parlare di sanità a Trani ed a tal proposito è doveroso svolgere alcune considerazioni e precisazioni.
Quello che l'ospedale è oggi, è il frutto dell'attività amministrativa svolta, nel bene e nel male, negli ultimi 30-40 anni; quello che sarà è responsabilità di chi amministra oggi.
La Regione svolge un ruolo preponderante in materia sanitaria, ma anche le realtà locali possono e devono dire la loro.
Da anni si parla di ospedale unico Trani-Bisceglie in un ottica di rimodulazione dell'offerta del servizio sanitario pubblico in un contesto territoriale che non può permettere lo spreco di risorse, ma che, non può neanche permettere la penalizzazione del livello di assistenza.
L'idea dell'ospedale unico è pienamente condivisibile in quest'ottica e la sua realizzazione attraverso gli strumenti finanziari oggi esistenti (finanza di progetto ad esempio) può rappresentare un'opportunità seria.
Quello che deve destare preoccupazione sono i tempi di realizzazione: se la nuova struttura fosse utilizzabile già da domani si potrebbe facilmente parlare di accorpamenti di reparti e di nuovi reparti senza avere la minima preoccupazione dell'incertezza dei tempi. Ma oggi non è così:attualmente non è stato neanche individuato il suolo in cui realizzare il nuovo ospedale.
Ecco perché è necessario che l'ospedale oggi vada guardato ancora come l'ospedale di Trani e basta.
Le quattro unità di base che consentono ad un ospedale di definirsi tale(medicina, chirurgia, ostetricia-ginecologia ed ortopedia) devono essere garantite nella loro piena funzionalità da subito, come prevede il Piano della Salute, o riattivate ( ostetricia e ginecologia) come reparto e non solo come ambulatorio.
E' stata la stessa Regione a prevedere che ciò accadesse nel Piano della salute e la stessa direzione generale dell'Asl Bat nel 2008, approvando il piano del personale e la dotazione organica di ciascun plesso ospedaliero, lo ha confermato. Smettiamola,quindi, di sostenere l'idea di scambio. Perdere un reparto funzionale è più antico, storicamente,di tutta la Puglia,come"L'Ematologia" in cambio di promesse di nuovi reparti, non porterà nessun beneficio per la nostra Città e per il nostro Ospedale.
E' importante garantire questo perché se fin da oggi si cominciasse ad "accorpare" od a sottrarre reparti, magari in cambio di reparti non pienamente utilizzabili alla distanza, si correrebbe un rischio enorme: all'ospedale unico Trani-Bisceglie si potrebbe giungere con Bisceglie che di fatto fagocita Trani.
Sicuramente siamo convinti che anche all'interno dell'Ospedale stesso, il nuovo Piano della Salute rappresenta un'occasione per la città e non un fine personale per potersi garantire il proprio orticello.
Quindi l'esigenza di tutti è migliorare l'assistenza ai pazienti e garantire un ospedale funzionale che guardi esclusivamente all'esigenza della collettività. Le finalità di botteghe, devono essere bandite. Avere un medico in più, e non in meno, nei reparti di base crediamo convenga, nell'interesse di tutti, rispetto ad avere medici o reparti non pienamente rispondenti alla richiesta sanitaria dei cittadini.
Trani, sulla sanità, ha bisogno di risposte immediate, chiare e concrete e non di incrociare le dita affidandosi a promesse che potrebbero venire meno in conseguenza ad un futuro da competere nelle prossime competizioni elettorali. Trani 24/01/09Consigliere Comunale P.D.
Domenico Cognetti

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