Un ordigno esplosivo di notevole entità è stato fatto esplodere questa notte su una delle vetrine dell'attività commerciale "Eden biancheria", sita in corso Vittorio Emanuele 88, angolo via Nigrò. La deflagrazione, udita distintamente in gran parte della città, ha completamente distrutto lo stipite in marmo della vetrina, deformato in maniera evidente il vetro stesso, mandato in frantumi i vetri di finestre e balconi dell'edificio sovrastante e dirimpettaio, danneggiato l'insegna del negozio "Chicco", sito di fronte a quello colpito dall'attentato dinamitardo.
Leonardo Musicco, titolare e conduttore dell'attività di biancheria insieme con le sorelle, nelle prime dichiarazioni rese a Polizia e Carabinieri, intervenuti sul posto, ha ripetutamente negato di avere subito qualsiasi richiesta estorsiva. La sua famiglia da generazioni lavora nel campo della biancheria ed è molto conosciuta, apprezzata e rispettata. Appare quindi introvabile un reale movente al gesto, che per il momento si può ritenere del tutto inspiegabile.
Quello che sicuramente è inquietante è il quantitativo di materiale esplosivo usato, quasi certamente tritolo da cava. Lo si evince non soltanto dai danni prodotti, ma dal boato provocato ed udito davvero in quasi tutta Trani. Ed un attentato dinamitardo di questa entità era da molti anni che non si registrava in città, dove negli ultimi tempi si era assistito a qualche piccolo atto incendiario o avvertimenti con l'uso di ben più modeste bombe carta. Per ritrovare una bomba di questo tipo bisogna andare indietro di oltre dieci anni, quando un analogo attentato dinamitardo fu compiuto ai danni di una videoteca in pieno centro.
L'episodio ha visibilmente scosso il titolare e, soprattutto, le sue sorelle, in lacrime a lungo prima di trasferirsi presso il Commissariato di polizia, che adesso svolgerà le indagini sull'accaduto. Sul posto, fra gli altri, sono sopraggiunti dapprima gli uomini della Scientifica, poi il neo dirigente della Ps di Trani, Aurelio Montaruli, che per il momento non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Infine sono giunti gli artificieri per ulteriori rilievi ed analisi utili a comprendere entità e dinamica del grave fatto di cronaca.
La Polizia si prepara ad ascoltare anche una serie di possibili testimoni del fatto. Nessuno avrebbe visto direttamente gli autori del gesto, ma più d'uno potrebbe fornire elementi utili agli investigatori. Preziose, soprattutto, potrebbero essere le immagini che il sistema di video sorveglianza del negozio dovrebbe avere registrato. Le telecamere, poste all'interno, puntano sulle vetrine e, quindi, potrebbero anche avere ripreso gli autori dell'attentato dinamitardo.
Numerosissima la gente accorsa sul posto, nonostante l'ora tarda ed il freddo pungente. Notevole lo sgomento generale, sia per lo spavento conseguente al fortissimo rombo della deflagrazione, sia perché, da oggi, torna a serpeggiare il fantasma del racket pesante, o qualcosa di simile a questo, che Trani pareva avere debellato e lasciato nella notte dei tempi.