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«Trani centro» replica ai Verdi: «La crisi del settore lapideo? Le leggi non bastano se non si interpellano gli imprenditori

E' sintomatico che, non appena scossi da critiche costruttive, dopo anni di assordante silenzio, gli interessati di turno si sentano lesi nel Loro inconsistente operato e tentino, citando argomentazioni squisitamente teoriche, di confondere ulteriormente i cittadini tranesi.
E' altrettanto suggestivo che spuntino dal magico cilindro leggi che, di fatto, nulla di positivo hanno apportato al comparto, giacché, come spesso accade, trattasi di provvedimenti emanati da chi siede costantemente dietro una scrivania e che, sicuramente, non ha mai calzato un paio di stivali per scendere in una qualsiasi cava di pietra.
Infatti, lo stesso Consigliere dice "in fase di rivisitazione proprio in questi giorni con la collaborazione positiva dei rappresentanti degli imprenditori" .
Strano, davvero strano che, non appena evidenziato il drammatico stato del settore lapideo, tutti si affrettino a dichiarare l'esistenza di azioni positive al riguardo???Ci auguriamo, ovviamente, che sia così, ma che lo si faccia dando potere tecnico agli imprenditori, unici "esperti" in grado di suggerire soluzioni ad hoc per tutti.
Non serve neanche citare i tanti numeri sulle cave attive, numeri più che altro idonei all'estrazione del Lotto che non a quella della pietra!Parlando di "fesserie" poi, lo è senz'altro quella che afferma "Ci sono alcuni chilometri di costa a Nord completamente devastati ed inutilizzabili da decenni", dimenticando che questo problema fu causato dall'indiscriminato scarico del materiale di risulta delle lavorazioni delle segherie e non dai materiali delle cave!Nessuna amministrazione, nel corso almeno trent'anni, , si era mai preoccupata di arginare tale problema che, per fortuna, è stato finalmente arginato da opportune leggi che ne hanno regolamentato lo smaltimento in siti autorizzati, così come avvenuto anche per i fanghi di lavorazione delle segherie stesse.
Si parla anche di "dati oggettivi", citando che "l'attività di estrazione della pietra è ALTAMENTE INVASIVA".
Si rifletta su quanto "ALTAMENTE INVASIVA" possa essere l'apertura di una cava di pietra di un ettaro rispetto all'immensità del territorio e si rilegga, con più calma, quanto recitato dal nostro articolo, ovvero: "Aprire una cava di pietra non significa deturpare il territorio; significa permettere lo sfruttamento di queste enormi ricchezze del ns. sottosuolo a vantaggio dell'economia locale.
Una volta esaurito il bacino estrattifero di quella cava, si tratterebbe di ripristinare lo stato iniziale riempiendo, con lo stesso materiale tolto inizialmente (terra), lo scavo creato per l'estrazione degli strati pregiati"Si potrebbe anche, con opportuni studi, pensare di convertire la cava esausta in discarica autorizzata.
E' il caso di dire: "prendere due piccioni con una fava"! O no?Quindi, se i Verdi reclamano di essere promotori, insieme al Loro grande amico Vendola, della rinascita del settore, che si muovano CONCRETAMENTE al più presto!Diversamente, e molto presto, anche molti tranesi diventeranno VERDI???, si, ma di rabbia!Non si perda tempo ad affiggere "Sacre Sindoni" sulle griglie dei nostri cavalcavia!Per concludere, ripeto una frase già riportata in un altro nostro articolo: "Se un consigliere comunale non conosce la cura dei mali della città, non può certo chiederla alle associazioni".
Vito PorcelliASSOCIAZIONE TRANI CENTRO

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