L'invadenza dei genitori nel calcio non conosce confini. E se il figlio non gioca, poco male: l'importante è che stia lì e guai a mancargli di rispetto.
Quello che è accaduto domenica scorsa durante ed al termine di Fortis-Real Barletta è tragicomico. L'arbitro, il signor Sassanelli, di Bari, fa osservare il regolamento e chiede ad un raccattapalle di indietreggiare al di là del campo di destinazione perché giunto troppo vicino alle linee di gioco. Apriti cielo: il papà non ci vede più, va negli spogliatoi, chiede spiegazioni all'arbitro e, non contento, a fine partita lo insegue e lo sperona. L'incidente automobilistico non ha avuto conseguenze fisiche, ma ora il direttore di gara ed i suoi assistenti denunceranno l'autore del folle gesto e la Fortis rischia di pagarne le conseguenze per responsabilità oggettiva.
Forse anche per questo motivo la società ha diffuso un comunicato per prendere le distanze dall'accaduto: "In merito allo spiacevole episodio - vi si legge -, che indirettamente coinvolgerebbe anche la Società Fortis Trani nonostante sia avvenuto al di fuori dell'impianto sportivo, la dirigenza, dichiarandosi rammaricata per quanto accaduto al direttore di gara, sig. Sassanelli, ed ai suoi collaboratori, prende le distanze dall'incredibile gesto".
In mattinata si sono conosciuti gli sviluppi della storia presso il Commissariato di polizia. Gli agenti, infatti, erano intervenuti domenica scorsa sul posto dell'impatto, sulla statale 16 bis, (altezza svincolo Trani - Capirro, direzione sud). Il personale intervenuto in loco acclarava che si era verificato un tamponamento tra l'autovettura Citroen C3 targata da F. M., (assistente di linea della Figc) e l'autovettura Opel Agila condotta da P. L. (ausiliario della As Fortis Trani quale addetto all'ingresso della gradinata). Dagli accertamenti esperiti è emerso che il sinistro stradale era stato causato dalla condotta scellerata del P.L., che aveva improvvisamente tagliato la strada all'autovettura condotta dal F.M., che, al fine di evitare una collisione, aveva inchiodato finendo con il tamponare l'autovettura del P. L.. I componenti la terna arbitrale riconoscevano nella persona del conducente della Opel Agila, lo stesso individuo che poco prima si era introdotto arbitrariamente nello spogliatoio riservato agli arbitri dello stadio comunale inveendo nei loro confronti per l'asserito allontanamento dal terreno di gioco di un raccattapalle risultato essere il figlio del P.L.. Il sinistro stradale ha determinato danni solo ai mezzi e non si registrano, allo stato, lesioni personali.
Per i fatti sopra esposti, il P. L. è stato deferito alla locale Procura della Repubblica per i reati di violenza privata aggravata, danneggiamento ed ingiuria ed è stato proposto al Questore di Bari per l'adozione nei suoi confronti del provvedimento del Daspo (divieto di accesso nei luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive), probabilmente per tre anni.