Dalla Gazzetta di Bari di ieri (inserto locale de "la Gazzetta del Mezzogiorno")
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La trattativa è in corso e i dettagli non sono stati ancora formalizzati: la Elga Sud, la società costituita nel 2006 da una joint venture tra Acea di Roma che detiene il 49% del capitale e Puglienergy (70% tra le due Amgas e 30% dell'Amet Trani) che ha la restante maggioranza del 51%, sta tentando il colpo.
In cambio dell'ingresso dell'Amet nella compagine societaria di Elga Sud, la stessa società tranese cederebbe il suo asset dell'energia elettrica trasferendo così la titolarità di 30mila contratti alla neonata società pubblica che vede in pole position il Comune di Bari.
Attualmente non ci sono dati certi sull'intera operazione, che sarebbe in una fase avanzata di studio: si sta cercando di dare un valore al nuovo ramo di azienda, in modo tale da poter perfezionare il contratto.
A questo punto sorge una domanda: ma con quali risorse verrà portata a termine l'operazione? Per quel che riguarda le due Amgas, l'investimento verrebbe «pagato» con una riduzione della propria quota all'interno della Elga Sud, mentre una parte verrà indubbiamente monetizzata. L'Amet, dal canto suo, incasserebbe parte del dovuto con il riconoscimento di una quota nella società madre, mentre in parte realizzerebbe delle liquidità per far fronte a proprie necessità aziendali.
L'acquisizione del nuovo asset offrirebbe così un'opportunità di sviluppo alla Elga Sud che vedrebbe lo sviluppo del proprio piano industriale che nel 2007 non ha raggiunto gli obiettivi preventivati. Tutto previsto? Stando alle posizioni ufficiali pare proprio di sì anche se sfogliando i verbali dell'assemblea di Elga Sud del 28 aprile 2008 si individua una polemica strisciante in ordine al budget previsto per il 2008, incluso il riconoscimento di un compenso di 50mila euro all'ex amministratore Salvatore Madaro (presidente di Amgas spa) poi dimessosi dall'incarico. Madaro, a sua volta, addebitò la perdita ritenuta fisiologia del 2007 (134mila euro) al ritardo con cui fu avviata l'attività di vendita.
Ma questa è ormai acqua passata. Il bilancio della Elga Sud, pur non ufficialmente pronto, evidenzierebbe una riduzione delle perdite (dunque i conti si chiudono in rosso), tutto ciò grazie a una serie di contratti siglati con operatori titolari di partita Iva. Ma se la partita elettrica sembra ormai avviata (nel 2007 fatturati oltre 5 Gigawatt), tra gli obiettivi della società c'era lo sviluppo del mercato del gas: business per il quale qualcuno doveva fare un passo indietro.[nic. pepe]