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Consulenze, polemiche sulle limitazioni

C'era una volta il tempo in cui ogni candidato sindaco proponeva massima trasparenzanell'elargizione degli incarichi legali, possibilmente optando per giovani professionisti tranesi o delcircondario (Trani ha giurisdizione su un territorio ben più ampio della nuova provincia) e, in ognicaso, assicurando massima turnazione nelle assegnazioni.
Tutto molto bello in campagna elettorale, tutto perfetto sulla carta. La realtà è ben diversa e silega, molto spesso, alle scelte discrezionali dei dirigenti. Un consigliere comunale, Dino Marinaro, èstato persino querelato da uno dei capi ripartizione per avere fatto osservare, sia pure con termini forti,lo sbilanciamento verso Bari dell'assegnazione di molti incarichi legali.
Oggi viene fuori il progetto di un regolamento di assegnazione degli incarichi estremamentepenalizzante verso tantissimi avvocati della nostra città: per essere affidatari di un incarico, infatti, nondevono avere patrocinato cause contro il Comune negli ultimi cinque anni. La circostanza apparequanto meno singolare perché, chi più, chi meno, tutti hanno difeso soggetti a vario titolo contro ilComune di Trani nel quinquennio. Ed allora, non per scelta, ma per necessità, ancora una volta gliincarichi del legali del Comune se ne andranno sempre più lontano da Trani, per la soddisfazione dipochi e la mortificazione di una classe forense, quella locale, che proprio nella sua città non si vede pernulla gratificata dalle istituzioni politiche.
L'associazione "Trani centro" è stata la prima a prendere posizione contro tale orientamento:
"La lista di accreditamento speciale per l'affidamento di incarichi di difesa legale del Comune di Trani- scrivono Saverio Pansini, Vito Porcelli, Sabino Piacenza e Nicola Musicco - viola palesemente iprincipi della pari opportunità e della competenza. Il metodo democratico dovrebbe presupporre che laredazione di un provvedimento che debba disciplinare le modalità per il conferimento di incarichi econsulenze, coinvolga previamente, quanto meno in via consultiva ed informativa, i rappresentantidella categoria professionale interessata. Prima che di decantare le sue gesta, il solito politico di turnodovrebbe illustrare ai cittadini i contenuti di un provvedimento che ostenta e dichiara di aver adottato".
"Trani centro", peraltro, ricorda che "nel 2007, la Associazione avvocati di Trani avevasegnalato al sindaco del Comune di Trani "l'esigenza di garantire l'adozione di criteri di pariopportunità, la necessità di garantire il diritto di accesso e di informazione, l'interesse ad evitare ilrischio di discriminazioni, nel rispetto del fine pubblicistico che governa l'azione amministrativa, lavolontà di valorizzare le risorse umane e professionali del territorio" e "al fine di evitare ingiustificatedisparità e indiscriminati conferimenti di incarichi, proponeva di creare un protocollo d'intesa per laformazione di elenchi pubblici di avvocati nelle varie specializzazioni (diritto amministrativo, dirittocivile, diritto penale, diritto tributario) da cui attingere turnariamente, previa individuazione di criteri dideroga per incarichi altamente complessi". Invece, qualche giorno addietro, è stato pubblicato unavviso, che impone paletti rigorosi e di fatto esclude che la maggior parte degli avvocati del forotranese ed, in particolare, i giovani avvocati possano patrocinare cause del Comune di Trani. La primadisposizione di carattere discriminatorio concerne il veto all'accreditamento per i professionisti che"nei cinque anni precedenti alla pubblicazione del presente avviso, abbiano patrocinato cause, diqualunque tipologia, nei confronti dell'ente".
Sembra essere una disposizione di carattere "punitivo" che di fatto penalizza gli avvocati delforo locale che difficilmente nei cinque anni precedenti possono non aver patrocinato cause contro ilComune di Trani. Sarebbe necessario, quindi, limitare la durata del periodo anzidetto. Un'altra fortelimitazione riguarda i giovani avvocati ed è costituita dall'attribuzione del punteggio che presupponeuna elevata mole di contenzioso ed una non comune formazione ed esperienza.
Trattasi di requisiti irrilevanti per affrontare affari di semplice natura (sinistro stradale, sfratti,espropriazioni, etc.). Un'altra assurda previsione concerne la presentazione di un "preventivo" da partedell'avvocato al momento dell'attribuzione dell'incarico quasi che la prestazione professionale possaessere misurata o pesata per quantificarne il costo a prescindere dalla trattazione dell'affare. Suscitastupore poi la previsione che di fatto rende inutile tutto il lavoro dell'accreditamento: "il Comune diTrani non è in alcun modo vincolato a procedere ad affidamenti in favore dei professionistiaccreditati". Lo schema di convenzione prevede l'applicazione di minimi tariffari decurtati del 20%,salvo controversie particolari, ed il pagamento al professionista è previsto "compatibilmente con ledisponibilità di bilancio" e si impone al legale di attendere il pagamento delle sue spettanze dopo treanni senza maturazione di interessi (? magari aspettando che maturi la prescrizione!). L'iniziativa -conclude "Trani centro" - appare veramente lesiva della categoria forense e supera i proclamisbandierati dai membri della commissione consiliare competente".

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