L'evento di apertura del Tridio pasquale, da poco conclusosi, lo ha presieduto in cattedrale l'Arcivescovo, Mons. Giovan Battista Pichierri, insieme con tutto il clero diocesano. Si tratta della "Santa messa crismale". ? questo il rito liturgico forse meno conosciuto dalla popolazione, eppure centrale nello svolgimento del ministero sacerdotale. La Messa crismale è proprio la festa del clero diocesano, perché i sacerdoti della diocesi, tutti insieme, rinnovano i voti della loro ordinazione. ? un appuntamento particolarmente significativo perché sottolinea la dimensione della chiesa come "comunità e popolo di Dio".
In serata, poi, è la volta del primo rito liturgico dalla vasta partecipazione popolare, la messa "In coena Domini", in memoria dell'ultima cena di Cristo Signore e dell'istituzione dell'Eucaristia, che si tiene nelle chiese parrocchiali e nelle rettorie di Sant'Antonio, Madonna del Carmine e Santa Teresa. Il sacramento, a fine messa, viene "riposto" negli "altari per l'adorazione del Santissimo" per la venerazione dei fedeli, ancora oggi erroneamente chiamati "sepolcri", oggetto di un incessante pellegrinaggio cui si lega anche la leggenda popolare delle "sette chiese" (sarebbero i sette dolori di Maria) presso cui sostare.
L'adorazione del Sacramento si conclude a mezzanotte, nell'attesa, da lì a poche ore, dell'inizio del rito popolare più atteso, quello della processione di penitenza dell'Addolorata, che parte alle 3 del venerdì dalla chiesa di Ognissanti e farà tappa nelle chiese parrocchiali meno distanti e nelle citate rettorie.
Novità di quest'anno, la sosta della Madonna presso la parrocchia "Santa Maria delle Grazie", raccogliendo l'invito del parroco, Don Gaetano Lops, e dell'intera comunità parrocchiale. Determinante la recente apertura del sottovia, che rende finalmente agevole l'arrivo del corteo in quella chiesa da corso Imbriani.