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Messa crismale, nell'omelia l'arcivescovo anuncia interventi in favore dei disoccupati

Ecco di seguito il testo dell'omelia tenuta da S. E. Mons. Giovan Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, nella Messa Crismale (Trani, Cattedrale, 9 aprile 2009)Carissimi ministri ordinati, religiosi e religiose, seminaristi, operatori pastorali, famiglie e fedeli laici cristiani,la Messa Crismale, che celebriamo in questa nostra Cattedrale, è la manifestazione della Chiesa di Gesù Cristo che è nella nostra Arcidiocesi.
Benvenuti da ogni Città: Trani, Barletta, Bisceglie, Corato, Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli. Le sette Chiese locali organizzate nelle 62 parrocchie si sono presentate ai miei occhi, nella 2a visita pastorale, potrei dire, come le sette Chiese dell'Asia Minore descritte nell'Apocalisse di Giovanni (2, 11): Efeso, Smirne, Pergamo, Tiàtira, Sardi, Filadelfia, Laodicea. Insieme con voi saluto anche la parrocchia di S. Helena affidata a don Mario Pellegrino, sacerdote fidei donum, e il Vescovo di Pinheiro, Dom Riccardo Paglia.
Le parrocchie visitate sono realtà dell'unica Chiesa diocesana con caratteristiche diverse nelle loro singolari "luci" e "ombre". Non è il caso, in questa omelia, di tratteggiare il volto di ciascuna di esse.
Nell'insieme, però, posso dirvi: grande gioia ha fatto fiorire nel mio cuore, per la seconda volta, l'incontro diretto col popolo di Dio, non solo nei luoghi di culto, ma anche nei luoghi di lavoro, di studio, della pubblica amministrazione, per le strade dove scorre la gente per motivi esistenziali diversi, nelle case private, dove i malati e gli anziani soffrono, gemono e pregano, e tra questi anche i nostri sacerdoti anziani e ormai impediti ad esercitare il ministero attivo (Mons. Vincenzo Franco, don Pierino Ciraselli, don Nicola Caruso, don Paolo D'Ambrosio, don Maurino Monopoli, don Marino Albrizio, don Michele Morelli, don Luca Masciavè, don Alfredo Bove, don Virgilio Facecchia, don Michele Di Tria). Quante belle figure di laici maturi, di genitori attenti, di educatori validi, di lavoratori operosi, di bravi operatori pastorali in ogni settore, di ragazzi e giovani inseriti nelle Comunità! Ma soprattutto mi ha colmato l'animo di viva speranza il vostro zelo pastorale, miei cari indispensabili cooperatori, sacerdoti parroci e non; e voi diletti diaconi. I religiosi e le religiose hanno accresciuto in me la convinzione che la Chiesa di Cristo non può fare a meno della vita consacrata, perché questa è per il benessere della stessa Chiesa: è testimonianza dell'amore gratuito universale di Gesù Cristo, povero, ubbidiente, casto, in svariati campi, come quelli dell'educazione, della carità, delle fragilità umane, della spiritualità, della pastorale parrocchiale.
Questa 2a visita pastorale ha fatto crescere in me l'amore verso tutti. Chiedo al Signore attraverso la mediazione materna di Maria, che vi ho additato come modello e tipo della Chiesa missionaria, di rendermi "pastore e padre" secondo il cuore di Cristo, perché insieme, perseverando nella fede e nell'amore, possiamo aver parte alla gloria del Paradiso.
Questa è per me la circostanza più bella per ringraziarvi tutti e ciascuno in particolare per il modo con cui mi avete accolto manifestandomi il vostro amore.
A conclusione della visita pastorale, a ciascuna parrocchia ho scritto una lettera esortativa diretta alla crescita della comunità parrocchiale nell'unità, nella carità, nella missionarietà.
Ora penso di scriverne un'altra a tutta la diocesi, impegnandovi nel prossimo anno pastorale (2009 - 2010) in una missione a livello parrocchiale sul tema unificato "La Chiesa apostolica - riflessioni sulla pastorale parrocchiale alla luce dei primi capitoli degli Atti degli Apostoli". Metteremo così la Parola di Dio al centro della vita e della missione della Chiesa diocesana, chiedendo al Signore che ci faccia comprendere in modo vivo e profondo il mistero della Chiesa, sacramento universale di salvezza.
Ci prepareremo, poi, gradualmente a vivere, se Dio vorrà, un sinodo diocesano che sarà scandito in tre anni da una programmazione remota (vedere), prossima (discernere), immediata (agire) sul tema: "Per una Chiesa missionaria".
La nostra Chiesa diocesana ha bisogno di "crescere insieme in Cristo fino a raggiungere la misura della sua pienezza" (Cfr. Ef 4, 13). "Così - come scrive Paolo alla Chiesa di Efeso - non saremo più fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all'errore. Al contrario, agendo secondo verità nella carità, [cercheremo] di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo. Da lui tutto il corpo cresce, ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, in modo da edificare se stesso nella carità" (Ef 4, 14-16).
Nell'anno paolino in corso, continuiamo ad impegnarci nella conoscenza delle lettere dell'Apostolo e nell'ecumenismo spirituale. Il pellegrinaggio diocesano che faremo a Roma mercoledì prossimo 15 aprile certamente ci aiuterà a crescere nell'amore a Cristo e alla Chiesa ad imitazione del grande Apostolo.
In questi giorni vi ho fatto pervenire il sussidio "Pastorale di accoglienza delle famiglie ferite". Esso riporta i principi ispiratori e la prassi pastorale della Chiesa riguardanti le situazioni difficili o irregolari del matrimonio cristiano. Vi prego di farne tesoro e di attenervi con docilità all'insegnamento e alla disciplina della Chiesa. Nessuno si ritenga più sapiente e più amorevole di Gesù Cristo che agisce in materia di fede e di disciplina attraverso il suo Vicario in terra, il Papa, e il collegio dei Vescovi in comunione con lui.
Il Santo Padre Benedetto XVI ha indetto un Anno Sacerdotale, in occasione del 150° anniversario della morte del Santo Curato d'Ars, Giovanni Maria Vianney. Lo ha annunciato il 16 marzo scorso: "Dal 19 giugno 2009 al 19 giugno del 2010, si terrà uno speciale Anno sacerdotale, che avrà come tema: "Fedeltà di Cristo, fedeltà del sacerdote". Il Santo Padre lo aprirà presiedendo la celebrazione dei Vespri, il 19 giugno p.v., solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù e Giornata di santificazione sacerdotale, alla presenza della reliquia del Curato d'Ars portata dal Vescovo di Belley-Ars; lo chiuderà il 19 giugno del 2010, prendendo parte a un "Incontro Mondiale Sacerdotale" in Piazza S. Pietro. Nel corso dell'Anno proclamerà San Giovanni M. Vianney "Patrono di tutti i sacerdoti del mondo". Nell'occasione sarà pubblicato il "Direttorio per i Confessori e Direttori spirituali" insieme ad una raccolta di testi del Sommo Pontefice sui temi essenziali della vita e della missione sacerdotale nell'epoca attuale. Preannuncio a voi sacerdoti che faremo in autunno un aggiornamento sul sacramento della Riconciliazione.
Esprimo con voi, carissimi, al Santo Padre Benedetto XVI, come già feci nel telegramma del 16 marzo in occasione della lettera che inviò ai vescovi della Chiesa Cattolica riguardo alla remissione della scomunica dei quattro vescovi consacrati dall'Arcivescovo Lefebvre, "vicinanza e amorevole solidarietà" per il suo ministero petrino che non è esente da attacchi persecutori.
L'amore al Papa è l'amore a Gesù Cristo che lo ha posto come custode della fede unitamente al collegio dei Vescovi, ma con una missione preminente, quella di confermare nella fede tutta la Chiesa universale.
Vi chiedo, inoltre, carissimi sacerdoti, di accogliere l'invito del Santo Padre rivolto nel discorso ai partecipanti alla Plenaria della Congregazione per il Clero il 16 marzo u.s., a me e a voi:
"La consapevolezza dei radicali cambiamenti sociali degli ultimi decenni deve muovere le migliori energie ecclesiali a curare la formazione dei candidati al ministero. In particolare, deve stimolare la costante sollecitudine dei Pastori verso i loro primi collaboratori, sia coltivando relazioni umane veramente paterne, sia preoccupandosi della loro formazione permanente, soprattutto sotto il profilo dottrinale. La missione ha le sue radici in special modo in una buona formazione, sviluppata in comunione con l'ininterrotta Tradizione ecclesiale, senza cesure né tentazioni di discontinuità. In tal senso, è importante favorire nei sacerdoti, soprattutto nelle giovani generazioni, una corretta ricezione dei testi del Concilio Ecumenico Vaticano II, interpretati alla luce di tutto il bagaglio dottrinale della Chiesa. Urgente appare anche il recupero di quella consapevolezza che spinge i sacerdoti ad essere presenti, identificabili e riconoscibili sia per il giudizio di fede, sia per le virtù personali sia anche per l'abito, negli ambiti della cultura e della carità, da sempre al cuore della missione della Chiesa".
La Messa Crismale, segno sacramentale del sacerdozio di Gesù Cristo, unico sommo ed eterno, partecipato all'unico popolo di Dio nella distinzione sostanziale del sacerdozio ministeriale e del sacerdozio dei fedeli, chiede a noi ministri ordinati di rinnovare il sì di fedeltà a Cristo Signore mediante la rinnovazione delle promesse fatte nel giorno dell'ordinazione presbiterale e diaconale; e a voi, popolo sacerdotale, di pregare per i ministri ordinati ed in particolare per il vostro Vescovo.
Rinnoviamo la nostra adesione piena, totale, gioiosa a Gesù di Nazareth Signore e Cristo, crocifisso e risorto, sovrano del tempo e della storia, nella lieta certezza che tale verità coincide con le attese più profonde del cuore umano.
Esprimiamo la nostra solidarietà personale alle famiglie che si trovano in grave disagio economico a causa della perdita di lavoro, in questo tempo di forte recessione economica mondiale, aderendo all'iniziativa dei Vescovi d'Italia per la realizzazione di un fondo nazionale di garanzia presso l'Associazione Bancaria Italiana (ABI) che permetterà a famiglie che abbiano perso ogni tipo di reddito con almeno tre figli oppure gravate da situazioni di malattia o di handicap di poter usufruire di un prestito, per uno o due anni, di ? 500 mensili, mediante una colletta che si attuerà in tutte le diocesi d'Italia il 31 maggio p.v., solennità di Pentecoste. E' un gesto di solidarietà e di condivisione che deve trovare in tutti noi accoglienza generosa. La Caritas diocesana darà in merito giuste e dettagliate informazioni. Il recente terremoto che ha colpito l'Abruzzo nella provincia dell'Aquila ci sollecita anche ad esprimere la nostra solidarietà spirituale in suffragio delle numerose vittime e l'aiuto materiale in soccorso dei senza tetto. Sono forti emergenze che ci sollecitano ad essere più sobri nel nostro stile di vita e più solidali nella fraternità.
Ci soccorrano con la preghiera di intercessione i Santi del Paradiso e i nostri Servi di Dio "Pasquale Uva", "Raffaele Dimiccoli", "P. Giuseppe Leone", "Luisa Piccarreta", "Ruggiero Caputo", ed in particolare "Sr. Maria Chiara Damato", di cui ricorre il 9 novembre di quest'anno il centenario della nascita. In una lettera del 28 ottobre 1945 Suor Maria Chiara scriveva al fratello rogazionista, P. Gioacchino: "Sento che per divenire un alter Christus ho bisogno di maggior forza, mi raccomandi al Signore. Ridonderà anche per tuo maggior bene. Figliuol mio, mio grande desiderio è vederti santo, veder santi tutti i Sacerdoti perché possano portare Gesù alle anime e le anime a Gesù. Egli è assetato di anime e le anime non hanno chi glielo fa conoscere per amarlo".
Carissimi, imitiamo queste figure elette e generose che il Signore ci ha posto accanto nel nostro cammino terreno e che sono parte della storia della nostra Chiesa diocesana, e anche noi non ci risparmieremo in generosità, incoraggiati dalla parola del Maestro Divino: "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici" (Gv 15, 13).
Affidiamoci alla nostra Madre celeste. Specchiamoci in Lei, tipo e modello fulgidissimo della Chiesa. Lasciamoci portare da Lei a Gesù. Amen.
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X Giovan Battista Pichierriarcivescovo

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