La settimana Santa a Trani quest'anno ha assunto tinte diverse a causa della tragedia abruzzeseed anche della crisi economica, fattori che hanno forse accresciuto le doverose riflessioni intorno aquesto periodo, così importante per noi cristiani ma spesso trasformato nella sola partecipazioneesteriore a riti popolari che, per quanto estremamente radicati nella tradizione e nel cuore della città, dasoli non possono rappresentare il significato della Pasqua.
Questo giornale esce nella mattinata del Venerdì santo, quando si sta concludendo il ritopopolare più atteso, quello della processione di penitenza dell'Addolorata, che è partita alle 3 notturnedalla chiesa di Santa Teresa e ha fatto tappa nelle chiese parrocchiali meno distanti e nelle citaterettorie.
A proposito dell'Addolorata, da non perdere la mostra fotografica di Ruggero Piazzolla sullaprocessione del Venerdì santo a Trani. L'esposizione, che sottolinea la grande e diffusa devozione dellanostra città verso l'Addolorata, proseguirà fino al 13 aprile, dalle 17.30 alle 20, presso la galleria-foyerdell'ex conservatorio di San Lorenzo in Piazza Mazzini, comunicante con la sala di comunità "SanLuigi" e recentemente riaperto dopo i lunghi lavori di restauro.
Alle 18.30 poi, nelle chiese parrocchiali e nelle rettorie di Santa Teresa, Sant'Antonio eMadonna del Carmine, si celebra la "Liturgia della passione", seguita dalla "Adorazione della croce".
Successivamente l'Eucaristia viene ripresa dall'Altare della reposizione e, senza celebrare la Liturgiaeucaristica, distribuita all'assemblea. Al termine del rito, in molte chiese è prevista la "Via crucis". Alle20.30 (partenza da piazza Duomo) parte la "Processione dei Misteri", rito risalente all'anno Mille cheoriginariamente si svolgeva il giovedì Santo, quindi il venerdì, poi il sabato e, dal 2000, nuovamente ilvenerdì. Le statue condotte in corteo raffigurano momenti e personaggi della Passione di Gesù Cristo.
A questo rito non prende parte l'arcivescovo.
Sabato santo, è il giorno "aliturgico" per eccellenza, vale a dire durante il quale non è previstaalcuna celebrazione, ma solo un clima di crescente attesa che condurrà, in tarda serata, in parrocchie erettorie, alla Veglia di Resurrezione, la messa in assoluto più ricca, e quindi più lunga dell'annoliturgico. Mons. Giovan Battista Pichierri presiederà la Veglia in cattedrale alle 23 e, sempre incattedrale, la Santa messa pasquale domenica alle 11.30.
Il nostro presule, quest'anno, ha scelto di trasmettere un bellissimo messaggio augurale nondirettamente di proprio pugno, ma attraverso le parole di Don Mario Pellegrino, parroco di SantaHelena. "Oggi più che mai - scrive il nostro missionario in Brasile - è fondamentale celebrare questaPasqua con un concreto gesto di Pace, dicendo NO alla guerra e alla violenza, un NO a tutto campo.
Adottare uno stile pasquale di Pace è indubbiamente un gesto concreto di ineguagliabilevalore, un modo tangibile per dire un NO fermo e deciso ad ogni forma di sfruttamento e di violenzatotalmente gratuita. Scegliamo dunque di vivere uno stile meno intriso di violenza e di crudeltà di cuipossiamo disporre, impariamo ad esercitare la nonviolenza come forma concreta di vivere la pace e lagiustizia in noi, nel nostro ambiente, nei nostri rapporti quotidiani. Non dobbiamo dimenticare, infatti,che per entrare nel mistero della risurrezione e diventare testimoni del Risorto bisogna prima di tuttoconoscere il dolore. Chi è superficiale e perciò non conosce i termini veri dell'esistenza, o perché siillude, o perché si stordisce dietro a falsi successi, non potrà mai capire questo evento che è il Risorto.
Rimanere lontani dai luoghi della sofferenza, significa rimanere lontani anche dalla risurrezione.
Pasqua è il tempo per contemplare il volto splendente di Gesù Risorto, e per chiedergli che dissipi ogniannidarsi di pensieri tristi, di sospetti e sentimenti depressivi, di amarezze, di previsioni pessimistiche,quelle che a volte sono in noi. Con l'antichissima sequenza, cantiamo in cuore: "Cristo, mia speranza, èrisorto!". E comunichiamo speranza di sguardo, di sorriso, di aiuto a quanti avviciniamo. Ecco lagrande notizia, la più bella, la più importante che potevamo sentire e comunicare ad altri".