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25 aprile, Unimpresa: «Comprendiamo le ragioni dei commercianti, ma è preferibile che il sindaco rispetti la legge e quindi la chiusura»

La Regione Puglia ci ha confermato: "la norma regionale che prevede l'obbligatorietà della chiusura totale di tutti gli esercizi commerciali, compresi Ipermercati e Grande Distribuzione Organizzata, in tutti i comuni della Puglia, nelle seguenti giornate: 1° gennaio - domenica di Pasqua - 25 aprile - 1° maggio - 2 giugno - 25 e 26 dicembre, è il risultato della concertazione con le Associazioni di Categoria e dei Lavoratori Dipendenti ed è inderogabile".
La mattina del 20 aprile 2009, prima di recarci alla riunione presso il comune di Trani, per discutere della eventuale possibilità di derogare alla chiusura obbligatoria dei negozi il 25 aprile prossimo, abbiamo contattato la Regione Puglia - Settore Commercio - e, dalla lunga telefonata avuta con il Dirigente del Settore, abbiamo ottenuto risposta al nostro quesito posto al medesimo ufficio con nota del 16 aprile 2009.
La risposta è inequivocabile e non dà adito a interpretazioni di sorta.
Abbiamo portato l'esito di tale chiarimento sul tavolo della riunione odierna ed è stato proprio questo il punto di partenza della riunione stessa, nel corso della quale, i partecipanti al tavolo, "molto allargato", hanno discusso.
Pur condividendo le ragioni dei commercianti, soprattutto a causa della concomitanza del 25 aprile 2009 con la giornata di sabato, da parte nostra abbiamo espressamente affermato il nostro parere negativo rispetto alla eventuale "trasgressione" della norma regionale, qualora ciò dovesse essere solo una "rivendicazione" rispetto alla città di Molfetta, laddove si paventerebbe "un abuso" da parte del Sindaco, il quale ha emanato un'ordinanza, che, invece, prevede tale deroga alla chiusura obbligatoria, proprio il giorno 25 aprile.
Come Unimpresa - AGCI, rappresentata, per l'occasione dal sottoscritto, Direttore Provinciale della Federazione di rappresentanza dei lavoratori autonomi e della piccola impresa, abbiamo sottolineato la necessità non già di "imitare" le eventuali illegittimità commesse da altri, ma di essere, semmai, uniti, nell'avviare iniziative affinché la Legge venga rispettata, sempre, ovunque ed in ogni caso.
Così come siamo stati i primi a sottoscrivere il verbale che ha consentito alla città di Trani di ottenere il riconoscimento di Status di Comune ad economia prevalentemente turistica e di città d'Arte, nel 2008, riconoscendo le immense potenzialità del territorio, così, oggi come allora, ribadiamo il nostro fermo e deciso "NO" ad una Deregulation insignificante e ad ulteriore vantaggio di quella Grande Distribuzione Organizzata che "solo oggi" viene recepita come minaccia, anche da coloro che, al tempo giusto, non hanno saputo comprendere ciò che stava accadendo nella nostra Regione (mettiamola così!).
Quello che abbiamo ribadito è la necessità che tale Status sia supportato da reali condizioni programmatiche che servano al vero rilancio economico, sociale e turistico dell'intero territorio.
La riunione odierna ha avuto, in certi momenti, toni molto accesi, suscitati anche da posizioni "ambigue" e di opportunismo", che miravano a recepire il consenso dei commercianti presenti all'incontro.
Da parte nostra riteniamo di aver mantenuta intatta la nostra posizione e di aver avuto tutto il tempo per chiarirla in modo ineccepibile.
Rispetto alla proposta della Pubblica Amministrazione tranese di un'eventuale apertura straordinaria dei negozi il 26 aprile (domenica), in subordine al 25 aprile, all'unanimità, i presenti si sono dichiarati contrari.
E' appena il caso di ricordare che, in sede di stesura del calendario annuale delle aperture straordinarie, redatto nel corso della riunione tenutasi il 21 ottobre 2008, alla quale partecipammo, "nessuna eccezione" venne posta al divieto di apertura nelle giornate suddette, compresa quella del 25 aprile, anzi, ciò venne espressamente riportato nell'ordinanza sindacale n. 32/08.
Qualora ve ne fosse stata necessità, quello poteva essere un momento opportuno per formulare una precisa richiesta "congiunta" alla Regione Puglia per modificare la norma, unica possibilità esistente, ancor'oggi, per cambiare lo stato delle cose.
Rispetto alla situazione di "crisi", che anche le piccole Imprese continuano ad attraversare, ne siamo pienamente coscienti, così come non possiamo consentire che la situazione, la quale richiederebbe un'approfondita analisi e un serio Piano Anticrisi, che ancora non vediamo, possa trovare una futile, insignificante e aleatoria risposta nella concessione di una giornata di apertura straordinaria, proprio il 25 aprile.
La verità è che, mentre quando ci sono segnali di ripresa questi vengono commisurati con l'incremento delle commesse per le Grandi Imprese, quando si parla di crisi, sono proprio le Piccole e Medie Imprese a subirne comunque le conseguenze negative per il clima di "terrorismo" che si ingenera nei consumatori.
La crisi delle Piccole e medie Imprese, quindi, non è quella degli ultimi mesi ma viene da lontano e ha radici più profonde che vanno ricercate in molteplici fattori scatenanti, come la sempre minore capacità di produrre reddito sul territorio, in modo da rilanciare i consumi e l'assenza di investimenti nelle "politiche del lavoro", continuando a premiare, invece, chi reddito non ne produce che, quasi sempre, è chi lo produce "in nero".
Questi sono gli argomenti sui quali vogliamo discutere ed in merito ne avremmo di cose da dire, altro che tanti, persistenti "silenzi".
Siamo certi, quindi, che il Sindaco farà la scelta migliore, cioè quella di "rispettare la legge" e che si attiverà, con il supporto delle Associazioni di Categoria, affinché le competenti Autorità, Prefetto e la stessa Regione Puglia, in primis, intervengano, per stanare ed evitare gli abusi, avviando gli opportuni provvedimenti laddove le norme non vengono rispettate, come a Molfetta.
Questo ci sembra un modo serio di procedere; sarà pure antipatico, anacronistico (rispetto al comune modo di pensare, purtroppo), impopolare ma crediamo corretto e costruttivo, perché qualcuno cominci a comprendere che ci sono battaglie che vanno fatte al momento giusto e con le armi lecite.
Chi, sino ad oggi, ha trascurato tutto ciò, sono in tanti, non cerchino riscatti fuori tempo massimo.
Cordiali saluti.
Savino Montaruli

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