E' stata la sola ammissione della Dc il problema presentatosi all'atto della consegna delle liste all'Ufficio elettorale centrale.
Il presidente Bortone ed i suoi collaboratori avevano ammesso con riserva la lista della Democrazia cristiana perché il simbolo dello scudo crociato, contenuto anche in quello dell'Unione di centro, avrebbe potuto indurre l'elettore in confusione. Le censure, da parte dell'udc, erano state mosse sulla base di recenti pronunciamenti della Cassazione, evoluzione di un caso nazionale che dura da ormai dieci anni.
Inizialmente pareva che la Dc avrebbe dovuto presentare un simbolo alternativo, non confondibile con quello di Casini, e solo in quel caso sarebbe stata ammessa.
Ieri, invece, l'Uec ha ammesso alla competizione provinciale la Dc perché il simbolo dello scudo crociato, quantunque presente anche in quello dell'Udc seppure in maniera non così evidente, non può indurre l'elettore in confusione. Gli sfondi, infatti, sono nettamente diversi: azzurro intenso per il primo partito, celeste tenue per il secondo.