Nuovo colpo di scena nel percorso giuridico amministrativo in vista delle elezioni provinciali del 6 e 7 giugno. L'Ufficio elettorale centrale, con provvedimento emanato stamani e letto pubblicamente nell'aula di Corte d'assise presso il Tribunale di Trani, ha ricusato anche la lista dei Democratici di sinistra del candidato presidente Antonio Corvasce.
Il simbolo e la denominazione, infatti, rientrano tuttora nella disponibilità dell'ex segretario della quercia, Piero Fassino, e non possono essere utilizzati da altri soggetti politici. Proprio Fassino, insieme con il delegato della lista dei Ds per la Bat, Franco Cuna, nella mattinata odierna ha presentato ricorso all'Uec avverso l'ammissione della lista dei Ds,, fornendo una documentazione tale da convincere l'organo presieduto da Filippo Bortone ad escludere Corvasce dalla contesa poltica, mostrandosi la sua documentazione a quel punto del tutto inadeguata.
L'esclusione dei Ds, però, non è ancora definitiva. Corvasce, infatti, entro le 16 di oggi può presentare un nuovo contrassegno e denominazione e, pertanto essere riammesso. Il sorteggio per l'assegnazione degli spazi nella scheda elettorale, infatti, è stato rinviato alle 17.
Ma i tempi sono davvero limitatissimi, tanto da fare pensare che la scelta del Pd di presentare ricorso all'ultimo momento sia stata dettata da una precisa strategia politica, quella di porre l'avversario politico nella condizione di doversi ritirare.
E' del tutto definitiva, invece, l'esclusione del Nuovo Psi, che avrebbe dovuto correre con Francesco Ventola, per i motivi richiamati nell'articolo sottostante. La novità, però, è che il Nuovo Psi potrebbe, per assurdo, presentare ricorso al Tar ad elezioni concluse e chiedere l'invalidamento del voto. Lo stesso potrebbe fare Corvasce.