La nona edizione della Guida Blu, quella relativa all'anno 2009, è appena stata presentata e la Città di Trani riceve ancora l'insufficiente valutazione di una sola 'vela'. Le località geograficamente più vicine a Trani, tra quelle inserite nelle guida del Touring e della Legambiente, sono Giovinazzo e Margherita di Savoia, entrambe aggiudicatesi la valutazione di tre vele.
Quest'anno le 5 vele in Puglia sventolano in due comuni: a Nardò (Le) che si ripresenta, come lo scorso anno, la perla del Salento, e ad Ostuni (Br), il bianco borgo della Murgia costiera. Si tratta di due comuni che insieme ad altre località come Baunei, Salina, Noto, San Vito lo Capo e Posada, meritano la massima certificazione di qualità.
Nel 2009, 7 località pugliesi guadagnano 4 vele: Diso (LE), Manduria (TA), Andrano (LE), Chieuti (FG), Gallipoli (LE), Otranto (LE) e Castro (LE).
L'essere inseriti nella Guida Blu è di per sé un punto di merito, e di questo, tutti i cittadini tranesi dovrebbero esserne fieri. Tuttavia, l'aver ricevuto il misero voto di un'unica vela indica che il lavoro da compiere sulla strada della compatibilità ambientale in funzione della fruizione del mare, è estremamente faticoso ed articolato. D'altro canto i recenti sequestri delle segherie che scaricavano - e forse scaricano tuttora - illegalmente, i residui della lavorazione del marmo ci rimandano indietro di venti anni, allorquando fu proprio il locale circolo della Legambiente a sollevare il caso degli scarti lapidei smaltiti in mare ed a far svegliare dal torpore la magistratura, e solo secondariamente e parzialmente, la cittadinanza.
Tuttavia, ci sembra doveroso analizzare in dettaglio questo punteggio espresso in concerto con il Touring Club, che non considera unicamente parametri prettamente marini come potrebbe essere la qualità del mare, bensì, valutazioni concernenti la qualità dei servizi turistici, la vivibilità ecologica e la fruibilità della costa.
In dettaglio la Guida Blu considera ben dieci parametri:
1. Uso del suolo, degrado del paesaggio, biodiversità, attività turistiche.
Degrado del paesaggio causato da processi disordinati di urbanizzazione. Presenza di aree naturali. Presenza e conservazione del centro storico, arredo urbano, aree verdi, lungomare, ecc. 2. Stato delle aree costiere.
Presenza e misura del sovraffollamento delle zone costiere determinato dai turisti, percentuale di costa non edificata fino a un km dall'acqua su tutta la linea costiera.
3. Accessibilità alle destinazioni e mobilità locale.
Aumento o diminuzione della pressione del traffico determinata dal turismo. Andamento e incidenza della durata del soggiorno.
4. Consumo e produzione di energia.
Consumi energetici della località, percentuale di approvvigionamento da fonti rinnovabili.
5. Consumi idrici e sistemi di trattamento delle acque reflue.
Pressione sulle risorse idriche locali, unità abitative o produttive collegate ad impianti di depurazione delle acque di scarico, scarichi a mare abusivi, crisi idriche, ecc.
6. Produzione e gestione dei rifiuti.
Presenza di iniziative in direzione della riduzione dei rifiuti.
7. Iniziativa per il miglioramento della sostenibilità.
Presenza di un sistema di gestione ambientale dotato di strumenti di monitoraggio della strategia turistica, inventario dei siti di interesse culturale e naturalistico.
8. Sicurezza alimentare e produzioni tipiche di qualità.
Presenza di un sistema di distribuzione e somministrazione di prodotti provenienti da coltivazioni biologiche e/o a basso impatto ambientale. Disponibilità di prodotti artigianali tipici e locali.
9. Opportunità e qualità della vacanza.
Qualità delle acque di balneazione, stato delle spiagge, pulizia del litorale o altro.
10. Struttura sanitaria e sociale.
Condizioni di vita della popolazione locale, accettazione del turista da parte della popolazione locale, sicurezza generale del turista, qualità e disponibilità dei servizi pubblici generali.
I dieci parametri vengono successivamente relazionati a 128 indicatori, provenienti da numerose banche dati tra cui Istat, Ancitel, Sist, Cerved, Ministero della Salute, Enit, Touring Club Italiano, Enel, Istituto Ambiente Italia e naturalmente da Legambiente.
La valutazione espressa dalla Guida Blu ci induce a considerazioni complessive sulla vivibilità della città che, partendo dalla scarsa quantità di costa fruibile e passando ai sempre più insormontabili accessi al mare presenti a Sud di Trani, giungono ai parametri correlabili all'antropizzazione, alla viabilità e quindi all'urbanistica.
In molti potrebbero chiedersi quali siano state le maggiori penalizzazioni subite dalla città di Trani considerando che, una volta individuati i fattori su cui agire, dovrebbe essere più agevole migliorare la vivibilità della città. Ebbene, un parametro penalizzante è l'esigua lunghezza dell'unica isola pedonale presente in città: Via Zanardelli e Piazza Teatro. Inutile dire che altre località hanno permanente chiuso al traffico motorizzato l'intero centro storico (Ostuni). E che dire del triste primato della raccolta differenziata, ferma intorno al dieci percento? O dello scarso sviluppo delle piste ciclabili e della qualità del mare valutata come qualità delle acque di balneazione, stato delle spiagge, pulizia del litorale, qualità dei fondali? Elementi prioritari nella valutazione della Guida Blu sono anche forniti dalla eventuale ricchezza ittica e faunistica, dai siti archeologici sommersi, dalla presenza di relitti, diving e scuole sub; dai percorsi culturali e/o naturalistici, ecoturismo, siti archeologici.
A tal proposito puntualizziamo che per chi frequenta abitualmente le spiagge di Trani, non sono rari gli avvistamenti di chiazze oleose, bloom algali, schiuma e altro materiale in sospensione nonché i fondali melmosi nei tratti retrostanti i frangiflutti.
Inoltre, per noi volontari che abbiamo appena effettuato 'spiagge e fondali puliti', l'incremento di rifiuti presenti lungo le spiagge è apparso tanto aberrante quanto anacronistico.
Appare incredibile, che nel moderno ed evoluto 2009, molti cittadini avrebbero bisogno di lezioni supplementari di senso civico ed educazione, visti gli enormi quantitativi di bottiglie di acqua minerale ben tappata ed accuratamente abbandonata sulla spiaggia, magari solo perché l'acqua ha perso la freschezza originaria. E che dire, delle bronzee bagnanti che, forse stordite dal troppo sole, dimenticano interi flaconi di costosa crema abbronzante con tutto il prezioso contenuto cosmetico a pochi metri dal bagnasciuga?Ebbene, la Guida Blu del Touring Club Italiano e della Legambiente, fotografa complessivamente la fruibilità e la qualità delle località marine considerando, con sempre maggiore attenzione, l'elenco aggiornato degli 'alberghi per l'ambiente' che si fregiano dell'etichetta ecologica ('ecolabel') di Legambiente Turismo: oltre 330 strutture aderenti in 14 regioni italiane fanno parte di una rete che conta oltre 3.000 aziende turistiche in 16 paesi europei. Si tratta della più grande iniziativa concreta di sostenibilità nel settore. Per conoscere dove sono: www.legambienteturismo.it.
Infine, aggiungiamo che la Legambiente è sempre attivamente coinvolta nelle iniziative miranti alla tutela dell'ecosistema marino, e la qualità delle acque di balneazione, anche quest'anno, sarà rilevata dal passaggio della 'GOLETTA VERDE': l'iniziativa della LEGAMBIENTE che con due imbarcazioni (Cattolica e Delphin) effettua il monitoraggio delle acque marine del Mediterraneo per rilevarne l'eventuale presenza di inquinamento di origine biologica.
Il passaggio della GOLETTA VERDE sul mare tranese è previsto nella seconda metà di Luglio, con il campionamento in corrispondenza di tre punti della costa: Boccadoro, Grotta Azzurra, Lido Colonna.
Ancora una volta non ci resta che incrociare le dita, sperando che gli indicatori monitorati rientrino nei limiti previsti dalla legge (DPR 470/1982 e nuova Direttiva Europea 2006).
Avv. Pierluigi ColangeloLEGAMBIENTECircolo di Trani