Nuovo oltraggio alla sinagoga Scolanova, la cui scalinata d'ingresso ieri era cosparsa di bottiglie, vettovaglie, feci, urine.
Dura protesta della Comunità ebraica, che parla di autentica profanazione e si rammarica perché il progetto di un cancello protettivo è stato finora respinto dalla Soprintendenza.
«Non una pietra verrebbe danneggiata - dice il portavoce degli ebrei di Trani, ranxcesco Lotoro -, in compenso esso costituirebbe un filtro e di certo dissuaderebbe chiunque dal profanare la Sinagoga, la cui scalinata è già luogo sacro per gli ebrei. L'Amministrazione Comunale è molto attenta al problema e sta compiendo ogni sforzo possibile per contrastare qiesto fenomeno di neo-barbarismo. Il problema, semmai, è culturale; nessun cancello o telecamera servirà a nulla se il cittadino non realizza in sè il patrimonio culturale, storico, religioso nel quale vive. Trani ebraica è parte di questo patrimonio dell'intera città di Trani. Purtroppo, stiamo combattendo contro un nemico "invisibile"; giovani sbandati che escono dalle pizzerie o dalle discoteche e scambiano un luogo sacro per un vespasiano e un cassonetto rifiuti e poi si dileguano nel buio, comlici della quiete notturna».
Solidarietà alla Comunità ebraica.