Due attività della ristorazione del porto sono finite nuovamente nella morsa della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani. Sono scattati i sequestri penali delle pedane, infatti, per un locale nei pressi di via Rampa la conca ed un altro in via Statuti Marittimi, avente sede presso palazzo Quercia. Sigilli per entrambi per violazione di vincoli architettonici in quanto avevano allestito all'aperto delle pedane in legno, espressamente vietate in quanto alterano in maniera sostanziale lo stato dei luoghi.
I provvedimenti sono stati eseguiti da personale della Capitaneria di porto e della Polizia municipale, diretti sul posto personalmente dal comandante della Guardia costiera di Barletta, Giuseppe Stola, e dal comandante della Pm di Trani, Antonio Modugno. Il pm inquirente è Antonio Savasta.
I locali si sono resi responsabili della violazione di un preciso vincolo paesaggistico, non ottemperando neanche al verbale sottoscritto la scorsa primavera al termine di una conferenza dei servizi tenutasi presso il palazzo di città in cui si conveniva, nell'attesa del parere della Soprintendenza, ancora assente, di esporre fuori dei locali soltanto sedie, tavoli ed ombrelloni.
Molti altri locali, in ogni caso, sono interessati da sanzioni amministrative per occupazione abusiva di suolo pubblico ed omesso pagamento di tributi.
I locali si difendono asserendo che, ancora oggi, non ci sono regole precise cui attenersi e, per la verità, i silenzi della Sorprintendenza parlano in loro favore. Ma il verbale della conferenza dei servizi è altrettanto indubitabile e, del resto, gli stessi locali erano stati oggetto di un'attività ispettiva fra marzo ed aprile scorsi, sempre a cura delle forze dell'ordine che oggi hanno eseguito i sequestri.
Dino Carbutti, presidente dell'Associazione ristoratori tranesi, si stringe nelle spalle: «Purtroppo è una telenovela che non ha fine. Spiace che vi sia tutto questo accanimento contro i locali del porto nello stesso momento in cui appaiono evidenti molte altre violazioni in numerosi altri luoghi della città».