Ospedale, I Verdi: «Basta parole, è l'ora dei fatti»
Per l'ospedale di Trani, non parole ma fatti. E' l'appello lanciato dai Verdi, a seguito dell'ennesimo intervento - di qualche giorno fa - sulla futura riattivazione del reparto di ostetricia e ginecologia, "sollecitata - sottolinea il capogruppo consiliare Michele di Gregorio -, meglio tardi che mai, anche da chi sino a ieri si è ostinato a difendere la scelta scellerata di chiudere il reparto e ridimensionare l'ospedale tranese". "Tuttavia non vorremo - continua - che a furia di interrogazioni (e noi più di chiunque altro possiamo capire la frustrazione di non essere ascoltati) si perdesse di vista l'azione concreta e gli atti amministrativi che effettivamente devono essere posti in esser per arrivare alla riapertura del reparto. Come non possiamo dimenticare, per onore della verità, la nostra solitudine di unica forza politica che sin dal 2003 manifestava davanti all'ospedale di Trani il proprio dissenso, nell'indifferenza generale, contro il ridimensionamento dell'ospedale di Trani in favore di quelli di Barletta e Bisceglie". A onor del vero i Verdi si sono battuti da soli - quando altri parlavano di "punti nascita" anche privati - affinché, nel rispetto delle linee guida ministeriali che hanno da sempre individuato percorsi "madre-bambino", i dipartimenti fossero dotati di una rete integrata di "ginecologia-ostetricia-pediatria"; senza contare che le realtà sanitarie più evolute hanno associato un servizio di ascolto (psicologico) pre e post parto, un servizio di supporto educativo-pedagico (ambulatoriale e domiciliare) e un servizio di eventuale attività domiciliare per le necessità del caso. "E allora, come da noi fatto sin dal 2003, - concludono tutti e due gli esponenti dei Verdi in Consiglio comunale, Michele di Gregorio e Franco Laurora - che tutti si diano da fare per dare attuazione alla delibera regionale numero 292 del 13 marzo 2007. Noi, da parte nostra incalzeremo, il direttore generale della Asl Bat non solo perché si torni a nascere a Trani ma, soprattutto, affinché alle mamme tranesi e non sia dato un servizio di qualità".