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Fortis, Abruzzese fra bilanci e prospettive

Un presidente in due tempi, così come la squadra di quest'anno. Entrambi apparentemente mansueti nella prima parte, ma tremendamente "arrabbiati" nella seconda. La Fortis alla fine ha ottenuto l'Eccellenza, Paolo Abruzzese punta ad ottenere "quello che è mio, io soldi spesi per undici mesi per la manutenzione dello stadio comunale. Il Comune me li deve".
Prima di raccontare, però, di questa ennesima partita Abruzzese-Comune, la cui cronaca potrebbe essere copiata da articoli di tanti anni fa ed incollata su questa pagina senza che alcuno si accorga della differenza epocale, andiamo per ordine e parliamo con l'Abruzzese "mansueto", quello che volentieri si presta ad un'intervista a Radio Bombo fra bilancio della stagione appena conclusa e prospettive per la nuova.
Si parte dal campionato vinto ai play off, nel cosiddetto "secondo tempo", salendo sull'ultimo treno buono per andare in Eccellenza: "Abbiamo seminato bene prima - dice Abruzzese -, e chi semina raccoglie. Questo salto di categoria si doveva fare. Siamo riusciti ad ottenere l'Eccellenza sul campo senza attendere le disgrazie altrui".
Allora aveva ragione Lei, presidente, quando ad inizio stagione prometteva ai tifosi di vincere. Certo, io avevo detto che dovevamo vincere il campionato, poi tutto quello che è successo all'inizio ha un po' cambiato quelli che dovevamo essere i programmi. Noi comunque siamo stati bravi, grazie a qualche innesto e all'arrivo di Squicciarini, a fare gruppo lottando sino all'ultimo e raggiungendo così questo importante traguardo. Nei playoff poi non abbiamo subito neanche un gol, e questo senza dubbio è stato un grosso merito.
Ma adesso si è già voltata pagina, tutti si chiedono che cosa faranno Abruzzese e la Fortis.
Io sto aspettando di parlare con la dottoressa Dettori (dirigente della quinta ripartizione, ndr) per avere dei chiarimenti. La voglia da parte mia di continuare questa avventura c'è, ma da solo non posso fare niente. Ringrazio gli sponsor della scorsa stagione e spero che possano riconfermarsi per la prossima, ma l'impegno in Eccellenza è molto più duro. Bisogna lavorare per migliorarsi e spero che la città abbia capito quanto sia importante il calcio per Trani. Io sono sempre disponibile per far sì che il calcio tranese crescaL'ipotesi peggiore è la vendita del titolo sportivo.
C'è stato un incontro con alcune persone che volevano rilevare il titolo, ma poi non se n'è fatto più nulla. Se venisse qualcuno intenzionato a prelevare il titolo, io girerei pagina perché il prossimo campionato è estremamente difficile. In caso contrario, farei di tutto per fare un campionato dignitoso sperando che qualcuno mi dia una mano, ad esempio l'amministrazione comunale o qualcun altro. Quest'anno ho dimostrato quale sia il mio attaccamento alla società e quale la voglia e la determinazione per raggiungere i traguardi che c'eravamo prefissati. Se ci fosse qualcuno che volesse rilevare il titolo ben venga, in caso contrario andremo avanti con le nostre forze sperando di andare sempre bene.
Squicciarini è libero. Forse troppo bravo per rimanere ostaggio di questa situazione così incerta?Purtroppo sì. Con Squicciarini avevamo fatto un discorso triennale. Non avendo certezze per il futuro, ho ritenuto giusto dire al mister le cose come stavano. Inoltre con il mister c'è un rapporto di stima reciproca e non volevo tarpare le ali ad un professionista che può avere altre ambizioni, perché per me Squicciarini è un grande tecnico. Con chi lo sostituirà, cercherò di creare lo stesso feeling per il bene della squadra.
In questo momento qual è la rosa della Fortis?Gli under sono tutti riconfermati al cento per cento, mentre tutti gli altri hanno il cartellino di loro proprietà. Vedremo chi tra i giocatori d'esperienza vorrà sposare la nostra causa con quelli che saranno i nostri futuri mezzi.
Fin qui l'Abruzzese mansueto. Lunedì scorso, in un'infuocata conferenza stampa presso il circolo Capirro, presente anche il neo assessore allo sport Nicola Lapi, il presidente ha rotto gli argini rivendicando spettanze per undici mesi di manutenzione non rimborsata dal Comune. "Se si è giocato allo stadio è solo perché io ha pagato di tasca mia i manutentori - dice Abruzzese. Dopo la partita con il Vieste allo stadio non ci sono andato più e ho saputo che adesso il Comune sta provvedendo ala manutenzione con suoi fondi. Vuole dire che li aveva anche prima, quindi mi aspetto che mi rimborsi le spese che documenterò. A parole mi dicono di sì da una vita, ma nei fatti non c'è nulla, ed io con quei soldi, che mi spettano, posso cominciare a lavorare per il prossimo campionato".
Lapi è troppo fresco di nomina per conoscere la storia in tute le sue pieghe, ma mostra equilibrio: "Non appena la documentazione sarà completa e probante di quello che si è fatto non credo che ci saranno problemi per il pagamento del presidente Abruzzese. Per altre questioni confesso di non avere ancora le conoscenze per dare riposte esaustive. La tribuna? Anche questo è un aspetto che personalmente conto di approfondire insieme con la ripartizione dei lavori pubblici".

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