«CO-SCIENZA e DEMOCRAZIA» è il titolo della nuova edizione de «I dialoghi di Trani». Si terranno nei giorni 25- 26- 27 settembre 2009.
Il patrimonio comune delle conoscenze è l'orizzonte umano dentro il quale meglio si traduce l'idea di libertà. Qual è il ruolo della scienza in questo contesto? Informazione, comunicazione, democrazia spesso si presentano in un equilibrio instabile, esposte a possibili manipolazioni, poteri e interessi alieni alla ricerca scientifica, a violenze e abusi. La tensione conoscitiva della comunità umana si sostanzia di energia costruttiva e impulso creativo, accesso ai saperi e al benessere traducibili in reali possibilità.
Richiamare l'attenzione sul ruolo determinante che ciascuno di noi ha all'interno della società vuol dire porre al centro del dibattito il principio di responsabilità. Ciò è possibile solo se si danno le condizioni in cui possano venir compiute scelte informate e consapevoli.
L'informazione e la divulgazione hanno il compito di mettere in comunicazione l'ambito scientifico, accademico e istituzionale con quello collettivo e comunitario. Si tratta quindi di inserire nel sistema democratico un elemento riflessivo che promuova una crescita non solo tecno-scientifica, ma anche umana e culturale.
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Scienza, democrazia, informazione: quale rapporto?Lo spirito della democrazia nasce insieme all'idea di una scienza naturale come impresa intersoggettiva, i cui risultati sono controllabili e i cui procedimenti sono aperti al riconoscimento razionale. Il progresso della scienza non ha cambiato solo il modo di vedere il mondo, ha cambiato il nostro modo di vivere.
Ci sono però diversi modi di intendere la scienza e la democrazia e di definire i termini. Il ponte che li connette è l'informazione. L'informazione si presenta come elemento assai vulnerabile, suscettibile di essere manipolato da poteri e interessi alieni alla comunità scientifica.
Se avesse dovuto seguire delle linee guida fissate di volta in volta da soggetti al di fuori di questa comunità, la scienza sarebbe progredita?Libertà e ricerca. Le frontiere della scienzaLa scienza ha messo a punto metodi d'indagine sempre più raffinati ed esigenti, ma la ricerca scientifica non ha mai definito quali siano le sue frontiere. Le uniche frontiere sono quelle mobili della ricerca? Come individuare criteri di indagine, strumenti, metodi in grado di mantenere "aperta" la ricerca? Quali sono le problematiche legate alla committenza e al controllo, alla socializzazione delle procedure e degli esiti, alla diffusione dei vantaggi, all'accesso alle tecnologie?C'è poi una serie di domande specifiche che riguarda i rapporti tra scienza e pace, tra ricerca e industria farmaceutica, i problemi energetici di una società tecnologica avanzata, la difesa dell'ambiente, l'ingegneria genetica.
E' possibile far appello a referendum tra cittadini scientificamente non del tutto informati e facilmente influenzabili dalla politica o bisogna ricercare un nuovo modello partecipativo? Crescere ad ogni costo?Viviamo il tempo delle crisi: quelle in atto nell'economia, nel mondo della finanza, nella rappresentanza politica, nella salute del pianeta. Ognuna alimenta ed influenza l'altra accelerandola o aggravandola. C'è un nuovo disordine mondiale e la richiesta, per uscirne, sembra essere una riforma radicale del sistema, concentrandosi sul futuro ed operando con urgenza nel presente.
C'è del nuovo nelle economie locali delle piccole comunità, un mondo estromesso dalle storiche alleanze che hanno sostenuto per decenni economia di mercato e stato sociale tipicamente occidentali, comportamenti e azioni virtuose che stanno riscrivendo nuovi contratti tra soggetti, nuovi equilibri di potere e una urgente richiesta di maggiore diffusione di costumi democratici e libertà a sostegno dei cambiamenti.
Il futuro dell'uomoTra umanesimo e scientismo, la generazione Nintendo ipertecnologica, multimediale e già del tutto virtuale rispetto all'identità corpo-soggettività, per cui un individuo è riconoscibile nel suo essere concreto. Aperta alla relazione tra intelligenza umana e artificiale, tra capacità di dare e comprendere senso e significato e capacità di esprimerli opportunamente attraverso il linguaggio. Tra tecnicismi e coscienza di sé, siamo in grado di orientare liberamente e consapevolmente, verso una democrazia del sapere policentrico, tecnologie potenzialmente onnipotenti? Rimaniamo creature intenzionali o stiamo cedendo la consapevolezza della finitudine, sfida, limite e garanzia al sogno di un nuovo Golem? Tavola rotondaScienza, formazione, sviluppoFra i luoghi deputati alla formazione libera e aperta del sapere collochiamo la scuola, l'università, i centri di ricerca. Quale lo stato in cui esse versano, in termini di risorse, capacità progettuale e capitale umano?Tra i partecipanti:Luciano Canfora, Bunker Roy, Maria Pace Ottieri, Telmo Pievani, Paolo Flores d'Arcais, Sylvie Ménard, Gilberto Corbellini, Fernando Savater, Pietro Greco, Angelo Mellone, Michael Norton, Serge Latouche, Piero Dorfles, Giorgio Zanchini, Armando Massarenti, Beppino Englaro.
Oltre i Dialoghi sono previsti:- Gli incontri di Micromega a cura di Paolo Flores d'Arcais- Una lectio magistralis - Sezione letteraria. Letteratura e scienza a cura di Maria Ida Gaeta.
- Laboratorio di scrittura creativa a cura della "Scuola di scrittura Omero"- Rassegna cinematografica: " Fantascienza nelle visioni della scienza" a cura di L. Procacci Leone- Presentazioni di libri- Percorsi guidati su itinerari storico/artistici - Itinerari enogastronomici a tema- Laboratori per bambini/ragazzi- Mostre fotografiche/pittoriche - Spettacoli musicali/teatrali : Piergiorgio Odifreddi in La musica dei numeri- Degustazione di prodotti tipici