Oggi il Corriere del Mezzogiorno è uscito con un articolo che manifesta il sacrosanto sdegno per il conficcamento di lastre in ferro nelle pareti in pietra della facciata di palazzo Beltrani.
Il comandante della Polizia municipale, Antonio Modugno, altrettanto opportunamente, ha verbalizzato la situazione imputando le responsabilità dell'incauta ed abusiva operazione (violazione di vincoli architettonici disposti dalla Soprintendenza), a quanto è parso di capire, alla ditta che ha allestito le luminarie per conto della confraternita di Sant'Anna in occasione dei festeggiamenti della loro protettrice.
Il priore del sodalizio, Vito Bucci, si è difeso affermando che quelle lastre vi sono sempre state e che la ditta proprio per questo ha ritenuto di utilizzarle come supporto di ancoraggio per i propri pali in legno, giammai sognandosi di conficcare alcunché negli storici muri.
Bucci ha ragione: da alcune foto da noi scattate alla facciata del palazzo il 23 novembre del 2004, quando ancora i lavori di restauro all'interno dell'edificio erano in corso, si nota chiaramente che le lastre erano già presenti.
Detto questo, però, chi e quando, allora, aveva conficcato quei pezzi di ferro nel muro? La stessa ditta, ditte precedenti o altri soggetti per altri scopi e quindi davvero la confraternita di Sant'Anna non c'entra proprio nulla in questa storia?Un fatto è certo. A Trani lo sfregio fa sempre rabbia, ma spesso ce ne si accorge a scoppio ritardato, come in questo caso, oppure rimuovendo qualcosa che già nel passato era accaduta.
E' il caso delle terribili mutilazioni ai leoni stilofori della cattedrale avvenute tre anni fa. "Il giornale di Trani" dimostrò, mostrando una foto tratta da "Invito a Trani", di Benedetto Ronchi (edizione del 1980), che il leone maggiormente danneggiato aveva già subito, chissà quando, quel distacco in epoca sicuramente antecedente, era stato riattaccato alla meno peggio ed aveva retto fino al 17 luglio del 2006, l'infausta notte in cui si ruppe nuovamente lungo la stessa linea sotto i colpi dei vandali.
In conclusione, giusto sdegnarsi, ma più opportuno sarebbe controllare le cose per tempo: i peccati originali, lo dice il termine stesso, avvengono molto tempo prima, non se ne conosce il peccatore e quasi sempre restano impuniti.
Nico Aurora
p.s. Nel dare a Cesare quel che è di Cesare, va dato atto che della questione si è occupato anche tranilive.it. Ce ne siamo accorti soltanto dopo avere messo in rete questo nostro articolo.