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Cittadini anonimi in rivolta 2: il presunto pasticcio del rientro di San Nicola

Quello che si temeva è accaduto. Ciò che il rettore del Santuario S. Maria di Colonna, don Alessandro Farano, aveva chiesto non è stato ottenuto.
Fu piuttosto caritatevole il rettore quando espresse "sommo rammarico e sconcerto" il giorno in cui le giostre arrivarono a Trani e furono piazzate a ridosso dello storico monumento religioso. Vane le promesse del Comune che avrebbe fatto rispettare un'ordinanza per cui le giostre avrebbero dovuto tacere durante le funzioni liturgiche. Certo questo è avvenuto, ma solo la domenica sera, pe-raltro senza alcuno sforzo da parte dei giostrai considerando che la movida sul piazzale del mona-stero solitamente inizia dopo le 21, orario in cui termina anche la Santa Messa nel Santuario.
Ma perché l'ordinanza non è stata fatta rispettare anche nelle ultime ore della festa patronale e per in particolare nel momento in cui lunedì sera il Santo Patrono faceva ritorno al Santuario di Colonna? Questa la domanda ricorrente che si sono posti le centinaia e centinaia di fedeli accorsi in preghiera fuori dalla sede estiva dell'ANMI per lo sbarco di San Nicola il Pellegrino, che in proces-sione tornava al vicino Santuario. Processione che per di più non vedeva la presenza di alcun vigile urbano, o per lo meno non si è fatto notare visto che gli stessi fedeli, pur di aprire un varco al passaggio delle reliquie del Santo, si sono improvvisati agenti del traffico. Se per questo ci sono parole per descrivere l'accaduto, è difficile trovarne altre per descrivere la vergognosa e triste situazione in cui si sono trovati prima i marinai e poi il rettore del Santuario quando, giunti all'ingresso della chiesa, salutavano per l'ultima volta, come di consueto, il Patrono lottando col fracasso delle attigue giostre e con le urla irriverenti di divertiti ragazzini che continuavano imperterriti un altro giro, un'altra corsa coprendo la voce del prelato e le preghiere dei devoti.
I fedeli visibilmente scossi e indignati continuano tutt'oggi a chiedersi dove fosse finita la Polizia Municipale preposta ad ordinare il traffico e a far rispettare l'ordinanza accordata tra don Farano e il Comune. Pare, cioè, che dopo diversi anni non si sia ancora capito che la festa di San Nicola non finisce al momento dell'imbarco al Porto, e non ci si convince che molti fedeli fanno di tutto per essere presenti anche allo sbarco presso la sede ANMI. Non si può evitare di considerare questo dato e non può essere trascurato quanto accaduto.
Tra le testimonianze raccolte un fedele ha dichiarato: "Lo scandalo è più grande di quanto si pensi, e quand'anche si stenderà un velo per coprire questa vergognosa situazione, la nostra fede smetterà presto di sopportare simili offese".
E da quanto emerge dalle altre testimonianze "ognuno ha il proprio luogo per esercitare le sue funzioni". Una signora indignata ha aggiunto: "Forse è bene rivedere il luogo del Luna Park e non trascurare il significato che esso ha, che non è quello di ostacolare i festeggiamenti del Santo Patro-no, bensì di renderli più ludici".
A questo punto dobbiamo rilevare che forse più di un errore è stato commesso e quei cittadini davvero innamorati della propria città e i credenti, si dicono dispiaciuti di essere derisi dai comuni limitrofi che a riguardo si dimostrano più organizzati e rispettosi per il proprio Santo Patrono.

Un gruppo di fedelimimi84_d@libero.it

 

(n.a.) Altra segnalazione completamente anonima, peccato. Dal Comitato feste patronali fanno sapere, in ogni caso, che la situazione non era così caotica come quella descritta, anche perché alcune giostre erano già andate via da Trani.

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