Abbiamo l’impressione che non sia oro tutto ciò che sta luccicando in questo momento. È anche vero che in questo mare in tempesta rimanere a galla è già qualcosa, ma è anche vero che è meglio avere dei nemici amici che amici traditori: chi ha orecchie per intendere intenda.
Si è detto di meriti, elogi, altruismo, e chi più ne ha, più ne metta. Si sono definite queste società di vigilanza rispettose delle regole e delle corrette relazioni, si è parlato di lieto fine. Ma tutto questo non c’induce assolutamente ad abbassare la guardia, visto che il nuovo appalto scade il 31/12/2009.
Il nostro diritto al lavoro è stato messo in dubbio da un bando nel quale pareva non dovessero esserci dubbi, ma poi si sono verificate delle grosse falle, inadempienze e mancata disponibilità ad assumerci.
Vi era l’intenzione di sbarazzarsi di noi, volontà innocue di qualche fantasma di turno, che non ha neanche il coraggio di mostrarsi all’opinione pubblica, cui noi tutti c’inchiniamo e ringraziamo per la solidarietà mostrataci in questi momenti difficili.
Speriamo che i governanti di turno (ad iniziare dal primo cittadino, che da tempo era a conoscenza di quello che stava per accadere, essendo stato più volte informato della vicenda) si mostrino coscienziosi a tutto questo, affinché non si ripeti più una vicenda con esiti sconcertanti come questa.
Teniamo a precisare che il prossimo bando ponga particolare attenzione alla sicurezza e tecnologia tanto annunciata già in precedenza e mai discussa. Il servizio che svolgiamo sottopone noi operatori giornalmente, e specialmente nelle ore notturne, a prestare la nostra attività lavorativa in un sito chiamato “discarica” ad alto rischio per tutto ciò che concerne la sicurezza ad esso correlato. Concludiamo chiedendo, ai signori che si definiscono competenti nelle risoluzioni delle problematiche sociali, a chi saranno attribuite le responsabilità dei venti giorni in cui otto famiglie non hanno percepito alcun reddito.
Michele Marulli - Gabriele di Toma
Rappresentanti sindacali Filcams Cgil
